|
BOOK
|
Mercoledì 20 Ottobre 2010 15:04 |
A QUALCUNO PIACE FUNGO
Psichedelica, di Matteo Guarnaccia
di Juri Casati
pubblicato il 18/10/2010
Proprio in questi giorni è stata pubblicata un’op,era singolare, dal titolo Psichedelica. Si tratta della rielaborazione e della rivisitazione da parte del medesimo autore, Matteo Guarnaccia, di sue opere precedenti sullo stesso tema. Un aspetto da non sottovalutare è la ricchezza delle osservazioni presenti in questo libro, frutto di un processo di stratificazione e meditazione.
Non è, quindi, un libro banale. È un libro serio. Infatti, il sottotitolo è impegnativo: “eroi, situazioni, arte e letteratura”. In pratica, si tratta di un piccolo dizionario, arricchito da 1000 immagini, composto dalle voci più significative della Psichedelia, l’ultima avanguardia che ha saputo investire contemporaneamente musica, arti visive, letteratura e cinema e che ha influenzato mode, gusti e comportamenti per molto tempo, dopo che il suo periodo magico – quello della seconda metà degli anni Sessanta, per intenderci - era finito.
Avverto subito che il libro non è una storia di tipo accademico del movimento psichedelico, né ha pretesa di completezza. Si tratta di una serie di spunti e frammenti ordinati alfabeticamente che alla fine producono una visione caleidoscopica del movimento: da Barbarella ai Beatles da Ascona ad Amsterdam da Provo a Hippie dall’assenzio all’LSD.
|
|
|
Lunedì 28 Giugno 2010 00:00 |

IL SOTTILE MALCONTENTO CHE TI SUSCITA LA LETTURA DE I MALCONTENTI
Nel migliore dei mondi possibili c’è un libro di Paolo Nori da leggere, e infatti lo leggi.
di Fabrizio Gabrielli
pubblicato il 28/06/2010 Quando vado alle spiagge e, per dire, me ne sto tutto il tempo sdraiato su un fianco a leggere un libro, credici o no, mi viene da provare una sensazione come d’incompletezza, come se non avessi vissuto appieno l’esperienza “andare alle spiagge”. Come se quel mondo non fosse il migliore dei mondi possibili. Il libro che ho letto per tutto il tempo sdraiato su un fianco, l'ultima volta che son stato alle spiagge, era I Malcontenti di Paolo Nori (detto tra noi, nella sua bell'edizione Einaudi I Coralli, con la copertina bucciadaranciata, e senza boccia d'aranciata al fianco).
Son lì che quasi il fianco comincia ad indolenzirsi e capito su pagina sessantanove; c'è scritto “queste cose facevano tornare in mente il personaggio del Candido di Voltaire, Pangloss, che pensava che il mondo in cui viveva fosse il migliore dei mondi possibili: i nasi erano fatti per portar degli occhiali, e infatti c'eran gli occhiali; le gambe erano fatte per essere imbragate, e infatti c'eran le braghe; le pietre erano fatte per fare i castelli, e infatti c'erano i castelli. E le cose non potevano essere altrimenti”. Pròvaci, funziona la metafora di Pangloss e del migliore dei mondi possibili, funziona un po' per tutte le esperienze.
|
|
Mercoledì 19 Maggio 2010 00:00 |
|
LA DOLCEZZA DEL RICORDO “Mutandine di chiffon” di Carlo Fruttero di Juri Casati
pubblicato il 19/05/2010 È fresco di stampa l’ultimo libro di Carlo Fruttero, intitolato Mutandine di chiffon: una raccolta di articoli e testi vari, scritti nel corso di molti anni, per riviste e libri che avevano bisogno di un’introduzione. Si tratta, in buona sostanza, di un libro di memorie. L’autore, quel noto intellettuale torinese che, in coppia con il compianto Franco Lucentini, ha scritto libri indimenticabili come La donna della domenica (1972) e A che punto è la notte (1979), è stato anche un collaboratore di primo piano della casa editrice Einaudi e della Mondadori dove ha diretto, sempre affiancato dall’inseparabile Lucentini, la collana di fantascienza Urania. La coppia ha collaborato anche con il quotidiano La Stampa; celeberrimo, il polverone alzato dalla Libia per un loro articolo satirico su Gheddafi.
|
|
Lunedì 10 Maggio 2010 00:00 |
|
AGL’ESTIMATORI PUZZAN LE MANI. EMMENOMALE “Sbriciolu(na)glio” di Simone Rossi di Fabrizio Gabrielli
pubblicato il 10/05/2010 Io Simone Rossi l'ho incontrato tre volte. La prima non aveva la barba, e con lui c'era Cugino Lubitch con un paltò d'altri tempi. La seconda pure, non aveva la barba, ma nemmeno Lubitch al fianco: se ne stava a Rejkyavik. La terza, infine, barboso e sbriciolu(na)gliato, vale a dire col libello di cui parliamo ora tra le mani. Ogni volta, prima d'incontrarci, ci siam sentiti per telefono. Quasi a volerci avvisare. A volerci subodorare con gl'accenti.
Nessuna delle tre volte ho stretto la mano ad alcun editore. Eppure, in ognuna delle occasioni ho sbevicchiato una Weiss con l'editore del raccolto postumo di Simone Rossi. Perché vedete, io non saprei spiegarlo meglio… facciam che copio la sua nota in chiusura: "Sbriciolu(na)glio è autoprodotto e coprodotto, e non sarebbe stato possibile senza la internèt". Il SimoneRò, infatti, lo spiega meglio più avanti, ha raccolto un "centinaio di persone pronte a sostenere la stampa e la distribuzione di un libro che non hanno ancora letto, ma un po' sì, sparso in rete, però l'hanno voluto leggere lo stesso, e io credo che sbriciolu(na)glio sia contemporaneamente il motivo per cui amo la internèt e la risposta alla domanda ‘dove andranno a finire i libri nell'era della internèt’?".
|
|
Mercoledì 07 Aprile 2010 00:00 |
|
“SULLE TRISTEZZE E I RAGIONAMENTI”, DI UGO CORNIA di Fabrizio Gabrielli
pubblicato il 07/04/2010 Ho sempre creduto che dopo una giornata intera che giri per le strade di Bolzano, che sfiori con gl'occhi certe bolzanine dalle guance rubescenti, che provi a pronunciare i nomi delle strade eviscerando reminescenze germaniche sopite, ecco, se poi entri in libreria e compri un libro sui canederli fai la cosa migliore che ci si possa aspettare da te, turista per un giorno a Bolzano, mentre se invece il libro lo compri sulla cucina fusion, o sul modellismo, o sull'Etiopia, dopo una giornata intera trascorsa a Bolzano, sei un pirla. Animato da quest'istinto, dopo essermi aggirato per i banchi di Buk a Modena - una sorta di book bric-à-brac, ma meno freak -, m'è venuto quasi spontaneo avvicinarmi al banchetto (si può dire ‘banchetto’ invece di ‘stand’?) di Quodlibet Compagnia Extra, e comprarmi Sulle tristezze e i ragionamenti di Ugo Cornia, che poi, per chi non lo sapesse, è proprio di Modena.
Van fatte due premesse. La prima è che Quodlibet Compagnia Extra ha un bel catalogo: ci sono i poeti russi tradotti e prefatti da Nori e Gianni Celati, tra gl'altri, ed i libretti son belli - uso un vezzeggiativo perché son di formato ridotto - ma tutti bell'albionici, lucidi, attraenti, tiepidi (per me ‘tiepido’ ha connotazioni tutte positive).
|
|
|
|
|
|
|
Pagina 2 di 16 |
|
|
Suambra Gentile Francesco, grazie mille per l'apprezzament...
Pino Modica Come artista continuo ad essere deluso dalla non-c...
Francesco Ottima la scrittura, intrigante la lettura di ques...
Francesco Cascino Grazie Fabiola, gentilissima e attenta. Argomento ...
Fabiola Assolutamente no, Denise! Tutte le borse sono real...
Fabiola Splendida intervista, ampiamente condivisibile.
denise direi molto belle, speriamo che non siano fatte in...
The Casati Archives Visit the official site on the Marchesa Casati: ww...
GIOVANNI FLORIS Caro PAOLO, mi piacerebbe avere un contatto diret...
Bert Da quando si è trasferito, lentamente sta decaden...
stefano bassetti (fefo fefoni) De Grandi ha palesemente una marcia in più. La pr...
redazione SeroxCult Ma certo Andrea, mi Serox es su Serox ;-)...
Andrea Tomasin Ciao, colgo l'occasione per farmi un po' di auto-p...
redazione SeroxCult FEFF Updates:
"Il pubblico del Far East Fi...