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BOOK
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Domenica 27 Dicembre 2009 00:00 |
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COSA MANCAVA? MANCAVA LA RABBIA “Non dimenticare la rabbia”, di Marco Capoccetti Boccia (vs. “Christmas Carol” di Charles Dickens) di Fabrizio Gabrielli
pubblicato il 27/12/2009 Ci son stati, e non mi vergogno ad ammetterlo, giorni freddi e lontani in cui ho accompagnato Gionata in libreria. Gionata, che era amico mio e portava – credo ancora porti – quell’epiteto con disarmante nonscialanza, varcava la soglia della libreria poche volte l’anno, e solo per espletare la sua personalissima missione. Aveva pure un nome, Missione Cinquantuno, e consisteva, in soldoni, nello strappar di trafugo la pagina numero cinquantuno a certi libri. Non importava che gli piacessero o meno, che fossero libelli tascabili o tomi enciclopedici, illustrati o mal rilegati. Estraeva dalla pila, sfogliava, s'accertava che nessuno lo guardasse e tac, strappava pagina cinquantuno. Ora s'avvicina Natale, e Gionata va a finire che lo rivedrò per le feste. Dovrei fargli un regalo, forse, mi son detto, e memore di ciò che sempre ripeteva – i libri non si regalano per Natale! va bene qualsiasi altro giorno, ma a Natale no! – gli comprerò, credo, proprio per farlo contento, un libro.
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Giovedì 26 Novembre 2009 00:00 |
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LA FINLANDIA CHE NON TI ASPETTI “L’uomo senza passato” di Aki Kaurismäki di Juri Casati
pubblicato il 26/11/2009 Un operaio finlandese arrivato a Helsinki in cerca di lavoro rimane ferito in una rapina e viene creduto morto dai medici. Sopravvive, ma ha perso la memoria. Lo smemorato deve costruirsi una nuova vita e la comincia vagando nelle zone suburbane della capitale e vivendo a contatto con i poveri. L’uomo senza passato non è proprio una sceneggiatura, ma è un racconto sceneggiato -condito di consigli per i costumisti, gli scenografi, i direttori della fotografia e gli attori- dell’omonimo film, diretto dallo stesso Kaurismäki e vincitore nel 2002 del Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes. Tale testo consente di affrontare almeno due interessanti questioni. Innanzitutto: dal momento che l’opera dà una certa immagine della Finlandia, viene spontaneo confrontare la Finlandia dell’autore, Aki Kaurismäki appunto, il regista finlandese contemporaneo più conosciuto al mondo, con la Finlandia di Arto Paasilinna, lo scrittore finlandese contemporaneo più conosciuto al mondo. Da questo confronto possiamo osservare come emerga un paese a due facce.
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Sabato 14 Novembre 2009 00:00 |
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UN VIAGGIO PALINGENETICO, A RITROSO, VERSO LE RADICI Roots 66 di Stefano “S3Keno” Piccoli di Fabrizio Gabrielli
pubblicato il 13/11/2009 C’è stata un’epoca gloriosa in cui nelle edicole, al fianco di Aelle –che stava per Alleanza Latina–, il magazine bimestrale che ti raccontava tutto e più di quanto volessi sapere sulla cultura hip hop, s’affacciò BIZ, rivista fondata e diretta da Ice One –dj all’epoca dei Colle der Fomento– e Stefano “S3Keno” Piccoli. Correva l’anno millenovecentonovantasette. Dodici anni dopo, il nome di S3Keno torna a campeggiare sulla copertina di Roots66, edito da Tunué nella collana Prospero’s Books. Ed è una bella serendipità. Ad esser sincero, non amavo tantissimo BIZ. La trovavo –oltre che eccessivamente romanocentrica– un tantinello troppo prona all’aprioristica cassata. E, a perpetuare la sincerità, di Stefano Piccoli m’ero invero dimenticato, del tutto. Se non fosse che lo chief-in-command d’un ufficio grafico che si sta occupando del layout d’un romanzo assai pregno d’hiphoppitudine porta con sé, da Romics, una copia di Roots66. E la regala a me, che con quel romanzo ho qualcosa a che vedere.
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Giovedì 29 Ottobre 2009 00:00 |
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A VOLTE RITORNANO: LO STRUTTURALISTA E’ TORNATO NEL METRO’ “Il Metrò rivisitato” di Marc Augè di Juri Casati
pubblicato il 29/10/2009 Lo strutturalismo è finito, ma non per tutti. È quello che ho pensato leggendo questo libro che Marc Augè ha scritto 20 anni dopo il suo celebre Un etnologo nel metrò (1986). Strutturaliste sono le citazioni e i riferimenti con un richiamo continuo ai testi di Levi-Strauss. Strutturaliste sono le premesse che ci fanno capire come secondo Augè «lo spazio sotterraneo […] offrisse un’immagine ingrandita delle evoluzioni lente o accelerate della società in movimento», e già basterebbe questo per far venire alla mente la celebre espressione di Levi-Strauss sugli antichi cristalli da guardare in controluce per vedere tracce – strutture appunto – di epoche antiche. Strutturalisti sono anche i difetti: l’opera è debole a “livello scientifico” ed è inutile che ci venga detto che non poteva che essere scritta così etc e che un libro non si giudica dalle tabelle. Sappiamo tutti benissimo che la scientificità di un testo non è sinonimo di ricerca su basi quantitative altrimenti non esisterebbe un’archeologia o una filologia linguistica scientifiche. Quello che è sempre sfuggito agli autori strutturalisti è che esistono canoni di scientificità anche nelle discipline umanistiche. Essi sono sostanzialmente: l’esistenza di oggetto di indagine pubblicamente riconoscibile, il carattere pubblico delle fonti e la loro controllabilità.
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Giovedì 22 Ottobre 2009 00:00 |
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L’INDIGNAZIONE IMPRESSIONISTA DI ROTH Philip Roth, “Indignazione” di Giulia Cavaliere
pubblicato il 22/10/2009 Poche cose più invitanti si possono adocchiare, in libreria, negli ultimi mesi, dell'ultimo lavoro di Philip Roth pubblicato in Italia. Invitante, sì: sarà per via della bellissima foto di Bettmann (che scopriremo essere poi adeguatissima all'opera), che ritrae, in copertina, due amanti intenti a scambiarsi un bacio appassionato, o sarà invece, semplicemente, per lo stesso titolo, "Indignazione", così breve e, ora come non mai, capace di strapparci un po' di quel senso di condivisione e comunanza d'arrabbiati intenti che ci servono, per convincerci ad affidarci all'acquisto di un non proprio economicissimo volume. La quarta di copertina, poi, non fa che fomentare il desiderio: "inesperienza, stoltezza, resistenza intellettuale, scoperta sessuale, coraggio ed errore": è fatta, stiamo tutti pensando di avere tra le mani il perfetto erede de Il giovane Holden. Ciò che abbiamo comprato, però, non arriva a convincerci mai totalmente, non appare mai completo, suggerisce questa perpetua sensazione di assenza della componente fondamentale (anche se, agli atti, nulla sembra mancare).
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redazione SeroxCult Suambra ringrazia!...
Francesco Ottima la scrittura, intrigante la lettura di ques...
Francesco Cascino Grazie Fabiola, gentilissima e attenta. Argomento ...
Fabiola Assolutamente no, Denise! Tutte le borse sono real...
Fabiola Splendida intervista, ampiamente condivisibile.
denise direi molto belle, speriamo che non siano fatte in...
The Casati Archives Visit the official site on the Marchesa Casati: ww...
GIOVANNI FLORIS Caro PAOLO, mi piacerebbe avere un contatto diret...
Bert Da quando si è trasferito, lentamente sta decaden...
stefano bassetti (fefo fefoni) De Grandi ha palesemente una marcia in più. La pr...
redazione SeroxCult Ma certo Andrea, mi Serox es su Serox ;-)...
Andrea Tomasin Ciao, colgo l'occasione per farmi un po' di auto-p...
redazione SeroxCult FEFF Updates:
"Il pubblico del Far East Fi...
redazione SeroxCult Ma certo, abbiamo provveduto, e mille grazie a voi...