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BOOK
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Sabato 03 Marzo 2012 11:01 |
SU TWITTER MI SENTO SOLO
di Eugenio Lostumbo
Bombardato dai recenti, continui elogi alle meraviglie rivoluzionarie dei cinguettii, ho ceduto alla tentazione di creare un account Twitter a mio nome, come già era successo con Facebook - con la differenza che su Facebook avevo già cento amici prima ancora di iniziare a postare i video.
Ecco, su Twitter non ci sono mai i tuoi amici, per cui si capisce immediatamente che tutto sarà più difficile e tu sarai solo, e la sensazione è di trovarsi come costretti a paracadutarsi sulla merda.
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Martedì 22 Novembre 2011 14:11 |
ONCE UPON A FASHION TIME
Viktor & Rolf, Fairy Tales
di Stephanie Chaulet
Avulsi dalla torre d’avorio all’interno della quale spesso si insedia chi riporta uno straordinario successo come quello della loro Maison, Viktor & Rolf perseguono da sempre lo sforzo creativo di comunicare con nuove platee senza mai perdere una briciola della loro splendida identità immaginifica.
Il duo olandese strict & chic ha infatti compiuto l’ennesimo passo innovativo, incanalando la propria fervida creatività nella realizzazione di un libro di fiabe da loro completamente inventate ed illustrate a china. Così, lo scorso ottobre, il glamour concettuale di Viktor and Rolf si è vestito di una tenerezza sui generis attraverso Fairy Tales: 12 favole, 12 creazioni visive e letterarie per tramandare la loro riconoscibilissima concezione di bellezza - ricalcando, ma distinguendosi, da una certa tendenza contemporanea che pone nel mondo delle fiabe un tema artistico di ampia rilevanza e generoso nell’ispirazione, come testimoniano alcuni editoriali di Annie Leibovitz per Vogue, o le prossime uscite nei cinema di due versioni di Biancaneve - una con Kristen Stewart e Lily Cole, l’altra con Julia Roberts e Lily Collins.
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Mercoledì 19 Ottobre 2011 13:33 |
SORDID DETAILS FOLLOWING
Gino Castaldo, MUSIC: BOX - Quando i grandi fotografi raccontano la musica
Booksigning con l’autore: Mercoledì 19 Ottobre, h.20:30 - Roma, Circolo degli Artisti
Redazione SeroxCult
La musica, oltre che ascoltata, va vista. In un’era in cui l’immagine, più che un valore aggiunto, diventa un imperativo morale capace di portare alla ribalta anche un talento che non c’è, il semplice atto visivo impressiona la mente, alla stregua di un click che impressiona la pellicola. Ed essa, giocoforza, vive anche di dettagli visivi che contano quasi quanto quelli uditivi.
È stata la fotografia, in primis, a convincere la musica a farsi performance. Ci sarebbe mai stato il rock‘n’roll se, prima, qualcuno non lo avesse visto? È questo il punto di partenza e, allo stesso tempo, la spinta motrice sottesa ad ognuno dei 338 celeberrimi scatti contenuti in Music: Box, terza tappa della casa editrice Contrasto - dopo Foto: Box e Fashion: Box - nel suo omaggio alla fotografia come arte destinata ad entrare a pieno diritto nell’immaginario collettivo.
Come afferma Gino Castaldo - curatore di questa splendida raccolta e giornalista e critico musicale italiano tra i più noti e competenti - la musica ha sempre preteso un’immagine, come indispensabile complemento della sua fuggevole, immateriale natura fisica. E già molto prima dell’avvento dei videoclips, celebri fotografi hanno catturato scie di fiammeggianti chitarre lanciate a sfidare il cielo, espressioni intense di volti che portavano note incise sul volto, notti chiaroscurate del jazz. Travestimenti, trucchi, attimi fuggenti, dinamiche mobilità sonore, backstage eccitati o malinconici, metamorfosi, pubblici in estasi, complicità collettive, perfino il beat delle cadenze storiche. “A mettere insieme in un’ideale, infinita libreria, tutte le immagini significative che riguardano la musica, verrebbe fuori la più imperiosa e completa sinfonia del Novecento”.
Ecco l’intento di questo prezioso scrigno percettivo - certamente visivo, ma anche magicamente uditivo.
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Venerdì 29 Luglio 2011 12:42 |
SPAZI DELLA MEMORIA
Elena Pirazzoli, “A partire da ciò che resta”
di Michele Govoni
Si dice che alcuni degli incontri fondamentali della nostra esistenza nascano per caso.
E per caso, durante un’escursione in libreria nata altrettanto per caso - perché in anticipo ad un appuntamento - ho incontrato il libro di cui voglio parlarvi.
Il suo titolo, che poi è il primo aspetto che mi ha attirato, è A partire da ciò che resta. Forme memoriali dal 1945 alle macerie del muro di Berlino.
Scritto dalla giovane ricercatrice e storica dell’arte, attiva presso l’Università di Bologna, Elena Pirazzoli, il libro è edito dalla casa editrice reggiana Diabasis.
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Mercoledì 30 Marzo 2011 12:45 |
Jay Elliot, STEVE JOBS: L'UOMO CHE HA INVENTATO IL FUTURO
Presentazione del libro venerdì 01.04 - Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell'Università La Sapienza, Roma
Sarà presente l'autore del libro JAY ELLIOT
di Ufficio Stampa Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza
“Dovete credere in qualcosa: l’istinto, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo approccio non mi ha mai tradito, e ha fatto la differenza nella mia vita”. (Steve Jobs)
La biografia dell’uomo che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e le nostre abitudini, raccontata per la prima volta da una persona vicina a Steve Jobs per oltre trent’anni.
Steve Jobs – L’uomo che ha inventato il futuro, di Jay Elliot, ex vicepresidente esecutivo di Apple, sarà in libreria dal 29 marzo, edito da HOEPLI. Il testo sarà presentato venerdì 1 aprile, alle ore 10, presso il Centro Congressi del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell' Università "La Sapienza", in via Salaria 113.
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beatrice bellissima mostra, finalmente ci siamo divertite!!...
simo ogni anno mi prometto di andarci ma troppe le voci...
Fabiola Special thanx to Simona Spinola, mio adorato virtu...
ElectroMode Album fantastico e ottimo articolo!...
Lucia Federica, Alessandro!!! manco solo io. Siete tra i...
nik se ti vestivi da Buba eri un pezzo avanti.....hai ...
Paolo un grande e tristissimo Minuto di silenzio...
leo Beh, non è detto. Finale alternativo: i due Stefa...
Fabiola Ma che caro, Guido! Grazie!...
Loris Uffa.... ...
Guido Complimenti alla scrittura della giornalista...
Luciano Andai al plastic nel 1981 sono lacky di Como ciao ...
ANNA DOLCE NOoooooooo che brutta notizia la chiusura del Plas...
Bibi my sweet vale......