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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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ARTE

Lasciami trovare un equilibrio…
LET ME FIND (ONE’S BALANCE)

Galleria Zak, Siena
fino al 13 Giugno 2010

di Paolo Angelosanto




pubblicato il 31/05/2010
A Siena rimpatria la contemporaneità. Dopo un periodo di totale assenza per la chiusura delle Papesse  con le loro proposte curatoriali, la città del Palio ritorna protagonista attraverso uno spazio privato dedicato all’arte contemporanea. La nuova galleria e le sue energiche protagoniste - la curatrice Gaia Pasi e le sue giovani assistenti  Elena Abbiatici e Stefania Dubla - vogliono dare un taglio al passato con uno Zak!, puntando su nuovi percorsi e su giovani artisti. Ma, è chiaro, Siena, la sua storia e l’arte contemporanea non prescindono l’una dall’altra, e quello su cui le tre puntano è proprio questa peculiare capacità di coesistenza nell’equilibrio tra le parti, rendendo la divergenza degli opposti un punto di forza.  La trentenne Gaia Pasi ha scelto così di inaugurare il nuovo spazio espositivo puntando su questa ricerca di equilibrio: il progetto Let me find (one’s balance) ‘lasciami trovare un equilibrio’ vede dunque come protagonisti sei artisti, classe ’80, che si muovono attraverso un continuo confronto culturale, dato dalle loro diverse nazionalità e provenienze formative, alla continua ricerca di questo necessario e al contempo prescindibile ‘equilibrio’.

La mostra si snoda attraverso le tre sale della galleria, articolandosi tra opere che si contrappongono con diverse tecniche e linguaggi, memori della lezione secondo cui - come afferma la curatrice - “l’arte in sé è la forma di linguaggio che forgia parole che non esistono, e con esso un dialogo, un confronto, uno scontro e… perché no? Un incontro”. 

 

Addentrandoci, sulle pareti della prima sala, delimitate da semplici cornici bianche, si scorgono delicate carte con riflessi perlati, sulle quali sono disegnate le eteree sagome di donne/bambine senza occhi, dove la sola biancheria intima è dettagliatamente marcata dal ‘China’ di Chen Hui Ying.
Apparentemente decorativa ci appare anche la tela dipinta e  accartocciata di Alberto Scodro, presente con due opere di diverso concept, sempre in bilico tra natura e finzione.
La carta è il supporto che pure Andrea Barzaghi ha scelto per il suo dipinto ad olio, dai toni caldi e dalle decise pennellate di verde scuro dell’erba, sul quale si scorgono paesaggi dati dalle linee e da proiezioni ortogonali sospese a mezz’aria, fra terra e cielo.
Curiosi e inquietanti i ratti in bronzo posti a terra da James Harris, il quale, sulla parete della terza stanza, appende Jedda, un’immagine del mondo in scioglimento tracciato dalla natura e catturato dall’obiettivo dell’artista, che coglie il particolare tra l’erba secca e la neve.
Spiazzante la scultura bianca in polistirolo e resina trasparente dell’artista ceca Helena Hiladilova; dal sapore neo-concettuale, invece, le opere di Namsal Siediecki, che costruisce con sofisticata ironia della trasformazione dell’oggetto un mondo di instabili equilibri, all’interno del quale  tutto è solo ciò che si vede, senza nessuna nozione pseudo-filosofica.
Ma il fulcro della mostra ruota intorno all’istallazione-performance di Alberto Scodro: un pentola a pressione accesa, il cui vapore completa i disegni, intelaiati, ad inchiostro di una civetta che passa da un lato all’altro della carta, mentre subisce i viraggi dell’inchiostro dati dalla reazione con il vapore. 

Se c’è qualcosa che questa mostra ci ha lasciato è un segno, una ‘Z’; ma stavolta non è quella di Zorro, bensì quella di Zak. Un taglio netto di cui, ne siamo certi, sentiremo ancora parlare.

Let me find (one’s balance)
Collettiva di artisti contemporanei
Dall’8 maggio al 13 giugno 2010

Galleria ZAK - Siena
Via san Martino 25/27
Mart/Sab 11:00/13:00, 16:00/22:00 – Dom/Lun su appuntamento
Infoline: +39 346 9437211

Staff: Gaia Pasi, curatore –
Elena Abbiatici, assistente del curatore e comunicazione –
Stefania Dubla, stage e comunicazione

LE IMMAGINI IN ORDINE NEL PEZZO SONO:

Alberto Scodro
Cardine1 (2009)
- installazione (pentola a pressione, legni, carta, disegni) - 120x115x210 cm
Senza titolo - tela e resina colorate - 130x115 cm

James Harris
Senza titolo
(2010) - foto lambda montata su alluminio - 60x50 cm
Nascita (2008) - 4 sculturine di bronzo - dimensioni variabili

Helena Hladilova
Post Monument
(2010) - polistirolo e resina trasparente - 100x120x105 cm

Namsal Siedlecki
Senza titolo(2010) - sturalavandini e lastra di vetro - 105x65x36 cm
Senza titolo
(2010) - legno e zolfo - 157x120x50 cm

Chen Hui Ying
Dittico Preparation Movement I e II
(2009) - carta di Xuan, inchiostro a china cinese – 74x74 cm cad.


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