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ARTE FIERA - ART FIRST 2010 VOCI DAL CORO Bologna, dal 29 al 31 Gennaio 2010 di Loredana Barillaro

pubblicato il 15/03/2010 Pochi pregi, molti difetti; è forse questo il resoconto dell’edizione che da poco si è conclusa di Art First 2010? Ebbene, fra dipinti, installazioni e quant’altro, è stato per molti difficile districarsi e memorizzare tutto, facile invece perdersi in quello che è parso - sotto molti aspetti - un immenso groviglio di opere d’arte. Molta pittura, fotografia e installazioni, e di contro l’assenza di video, sembrano aver segnato, questo trentaduesimo appuntamento di una fiera che si profila, sempre e comunque, un importante evento per appassionati e addetti ai lavori. Non tutto sembra essere andato così come doveva; ciò che è saltato agli occhi di molti è stata qualche pecca dal punto di vista organizzativo e molta confusione, intesa come mancanza di un preciso criterio di collocazione delle varie gallerie (forse in numero eccessivo), senza una netta separazione fra il moderno ed il contemporaneo. E le opere esposte sono parse, in taluni casi, prive dello spazio vitale necessario per la loro fruizione; spazio in cui osservare qualcosa ha significato inevitabilmente perderne di vista molte altre. Strana e caotica edizione, dunque, quella del 2010; forse l’eccesso il carattere principale di questa fiera, e allora niente di davvero interessante o semplicemente troppo di tutto? Ai posteri l’ardua sentenza.
A riprova che a mente fredda si lavora meglio abbiamo posto, a più di un mese dalla chiusura di Arte Fiera, alcune domande ad altrettanti addetti ai lavori. Quanto può essere ambita una partecipazione a tale happening, per un artista? E sulla qualità delle opere presentate, cosa c’è da dire? Infine, riguardo alla curatela e all’organizzazione di Art First, è stato fatto il massimo o qualche pecca vi è stata? Ecco come hanno risposto.
Giuseppe Ciracì, artista/ Quanto ad Arte Fiera, quest'anno mi è sembrata di buona qualità: importanti gallerie, bravi artisti. Pare ci sia sempre più un ritorno al "quadro", quindi tanta pittura e soprattutto tante carte, così come molto disegno… Ho apprezzato soprattutto lo stand della Galleria Fumagalli di Bergamo, principalmente per il coraggio di fare una fiera presentando solo 2 giovani artisti, Chiara Lecca e Peter Welz, entrambi, secondo me, portatori di un buon lavoro. Credo infine che, per un artista, quella di Bologna rimanga ancora la fiera più ambita in Italia… e non solo per l'artista, ma anche per i galleristi.
Monticelli & Pagone, artisti/ Che dire? Sicuramente un pacifico assalto alle biglietterie e grande folla all'interno dei padiglioni, notando con molto piacere rispetto agli anni passati una forte affluenza di giovani interessati all’arte. Si potrebbe discutere sulla struttura concettuale dell'esposizione: ci aspettavamo in primis un incontro con le nuove ricerche, poi con i contemporanei semi-storicizzati e infine con l'arte classica e super-celebrata. Forse non c’era molto di internazionale, ma l'arte in una fiera deve evidentemente avere pubblico, deve fare bella mostra di sé, deve essere un prodotto, soprattutto a beneficio di opere ed artisti ancora da scoprire (interessanti, a tal proposito, i lavori di alcune giovani gallerie tedesche ed austriache); una componente, questa, che si ritrova in situazioni simili nel resto d’Europa, ma poco qui da noi. Parlare di ciò che invece poteva o non poteva andare sarebbe troppo lungo, perché si deve ancora rispondere a una domanda: "cosa deve essere Arte Fiera? Una super-mostra d'arte? Un museo itinerante o solo un luogo di mercato?”. Al di là delle tante piccole e grandi polemiche, quello che sembra profilarsi all’orizzonte è la certezza del risultato: Bologna è la prima fiera d’arte in Italia. Solo, ancora non internazionale come dovrebbe.
Roberto Coda Zabetta, artista/ Senza dubbio rimane la fiera più importante d'Italia. Dicendo questo, è ovvio che ogni artista dovrebbe e vorrebbe essere ad Arte Fiera. Resta, a mio avviso, da lavorare sopratutto sul Padiglione 18. Le gallerie giovani, con gli artisti giovani, devono riuscire a migliorare molto per stare al passo almeno con Artissima che, su questo fronte, è la numero uno. Per tutto il resto, mi è sembrata assolutamente in linea con le fiere internazionali. Importantissimo il Padiglione 15.
Loredana Longo, artista/ Credo che, ormai, il lavoro di galleria sia diventato propedeutico alla partecipazione alle fiere, nel senso che una buona programmazione artistica rappresenta un requisito fondamentale per esservi ammessi, e credo che alcuni galleristi lavorino solo per le fiere o solo alle fiere, nel senso che la fiera è un momento di grande visibilità: i collezionisti le visitano volentieri, gli artisti fanno le loro apparizioni, si conclude anche qualche affare. Il gallerista, quindi, presenta il suo lavoro esponendo una selezione di opere di vari artisti, ma per l'artista in sé è diverso, perché rappresentare il proprio lavoro con l'esposizione di un singolo pezzo è molto riduttivo, pur godendo di una visibilità altrimenti impossibile da raggiungere. La fiera è il luogo in cui si espone qualcosa allo scopo di venderla, e qualunque cosa debba essere venduta deve necessariamente essere accattivante, ragion per cui la fiera diventa una vetrina. Io realizzo fondamentalmente installazioni, ed in fiera riesco a portare solo parti di esse, siano foto o video; ciò nonostante, riesco a far conoscere il mio lavoro ad un pubblico più ampio, che spesso si informa, si affeziona, e conseguentemente acquista. Francesco Pantaleone è un gallerista attento, giovane e coraggioso, e in pochi anni si è conquistato la simpatia del pubblico dell'arte; del resto, non è importante solo partecipare alle fiere, ma anche sapere con chi si partecipa.
Martina Cavallarin, critica d’arte e curatrice/ Per un artista la partecipazione ad Art First è ambitissima, ed io da critica e curatrice lotto affinché gli artisti possano arrivarci. Per quanto concerne la qualità delle opere, Arte Fiera resta un mercato d'alto livello, non una Biennale, quindi accade naturalmente che esistano opere di minore qualità, la qual cosa non ci procura affatto una pena così come potrebbe succedere in una Biennale o ad una grande mostra. Trovo buona l’organizzazione, la migliore in Italia, e Silvia Evangelisti è una professionista di qualità. L'anno scorso il Padiglione 18 faceva urlare vendetta, mentre quest'anno si è saputo calibrare gli spazi espositivi. Certo, poi, l’area è quella, e ci sarà sempre una galleria a fine corridoio; credo che la soluzione, come nei premi, potrebbe essere quella di far girare i membri dei comitati (anzi, proporrei questo come un vero e proprio dovere del sistema).
Gianluca Marziani, critico d’arte e curatore/ La partecipazione ad una fiera è ormai vista come un punto d’arrivo nel sistema artistico, soprattutto in una fiera leader in ambito italiano come è Arte Fiera. Dal punto di vista delle opere, ho riscontrato una qualità medio-alta, con una forte percentuale di valori acquisiti e investimenti con alti margini di sicurezza. Pochissimo spazio per la sperimentazione e per artisti troppo giovani, a conferma che la crisi economica crea richiesta di autori che abbiano una stabilità certificata. Da un punto di vista organizzativo, resta comunque una buonissima fiera, che dovrebbe tuttavia migliorare la segnaletica e rafforzare i punti di sosta e relax.
Ivan Quaroni, critico d’arte, curatore e giornalista/ Art First è la fiera più ambita in Italia, perché è quella che garantisce la più ampia visibilità agli artisti; ogni galleria aspira a parteciparvi, essendo una vetrina molto importante. Durante Arte Fiera, a Bologna, confluiscono collezionisti da tutta Italia. La qualità delle proposte è più elevata rispetto a quella di qualsiasi altra fiera italiana inoltre vi è una buona - anche se ancora insoddisfacente - presenza di gallerie straniere. Molto importante è poi il calendario degli eventi collaterali, che offre un ampio ventaglio di proposte espositive. L'unica pecca di Arte Fiera è, semmai, la sua collocazione geografica. Da milanese, forse con un po' di invidia, devo constatare che la sede elettiva per una fiera del genere dovrebbe essere Milano, dove si addensa il maggior numero di gallerie e dove il sistema dell'arte appare più sviluppato e articolato. Quanto alla seconda domanda, la qualità delle opere presentate ad Arte Fiera non può essere valutata in via definitiva: ogni anno ci sono cose buone e meno buone. La valutazione sulla bontà delle opere, inoltre, risponde a criteri assolutamente soggettivi. Io trovo sempre ottima la proposta di Gallerie come Perugi o The Flat-Carasi, che hanno il coraggio di mostrare i nuovi sviluppi della giovane arte italiana, in sintonia con l'evolversi di scenari artistici emergenti anche in contesti internazionali. Un esempio evidente è il ritorno di espressioni legate alla cultura pop e di massa, che cresce e si evolve assumendo una nuova identità critica. Come curatore, infine, il mio giudizio su Arte Fiera è positivo. In ogni grande evento ci possono essere dei problemi, degli impacci, ma trovo che sia normale. Quello che secondo me davvero manca, a Bologna, è la capacità di aprirsi a nuove realtà: con il pretesto della mancanza d'esperienza, Arte Fiera vieta l'ingresso alle gallerie più dinamiche e propositive. Io credo però che, finché il comitato della fiera sarà composto da galleristi, ci sarà sempre un evidente pericolo di conflitto d'interesse. Faccio un esempio: se io sono un gallerista presente nel comitato e devo deliberare in merito alla partecipazione di una galleria che tratta i miei stessi artisti e che quindi è concorrenziale, che cosa deciderò alla fine? Mi piacerebbe che i comitati fossero composti da critici, storici dell'arte, galleristi, direttori di musei, giornalisti, manager; insomma, che ci fosse un'ampia rappresentanza di addetti ai lavori. Più interessi, infatti, garantiscono una maggior democrazia nelle scelte.
le immagini in ordine nel pezzo sono:
David March, Wild Thing Galleria Jerome de Noirmont, Parigi
Patricia Piccinini, The Stags (2008) Byblos Art Gallery, Verona
Ericailcane Biagiotti Progetto Arte, Firenze
Daniel Glaser & Magdalena Kunz, Jonathan (2008) Gagliardi art system, Torino
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