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MIKE KELLEY: ETERNITY IS A LONG TIME - Milano, HangarBicocca - fino all’8.09.2013 PDF
Martedì 03 Settembre 2013 11:43

RETE ED ETERNITÀ

Mike Kelley: Eternity is a long time - Milano, HangarBicocca - fino all’8.09.2013

di Adriano Annino

 

Mike Kelley, Eternity is a long timeSalta, e la rete apparirà” è un’espressione coniata da Julia Cameron per indicare la sincronicità degli eventi con cui l’universo partecipa al cambiamento di chi intraprende un percorso di fede nell’atto di creazione.

All’interno dei 15.000 metri quadrati dell’HangarBicocca, a Milano - per chi non lo conoscesse, uno degli spazi espositivi più grandi d’Europa - la mostra Mike Kelley: Eternity is a long time restituisce un’esperienza multidimensionale depositata nei lavori prodotti nei primi anni del 2000 da Mike Kelley [Detroit, 1954 - Los Angeles, 2012], uno degli artisti più interessanti che il panorama contemporaneo e la scena artistica di LA ci abbiano regalato.

 

 

 

La memoria, il trauma, il percorso, l’immagine. Numerose tematiche ruotano attorno ai moti propri dello sviluppo della personalità di quell’antropologia individuale, violentemente miscelata alla ricerca biografica e soprattutto autobiografica, della costruzione di un tempio proprio e soggettivo, dove ricercare invano paterna approvazione.

Un moto che, nelle dieci opere proposte, diventa meccanico - ad esempio, nella rotazione continua su se stessa di una scala a chiocciola, sradicata dalla casa dell’artista nella grande installazione Light(Time) – Space Modulator - e attuato per proiettare, in uno spazio circolare perpetuo, fotografie di momenti spaziali e psicologici differenti.

 

Mike Kelley, Light Time Space modulator

 

Così che, tra abiti, edifici e cartine di ex-scuole, proiezioni di performances, video e cassettoni minimalisti (dove, inginocchiati, ricercare le nuove visioni suggerite dalle commedie a sfondo erotico - ad esempio, dal film Porky’s di Bob Clark, simbolo del cinema popolare degli anni ’80, che è anche all’interno dell’installazione Rose Hobart II) la mostra si presenta come una rivelazione rumorosa di una volontà adolescenziale, ma consapevole, di strappare le cose alle case, nel ruffiano (quanto indispensabile) buio suggestivo nella quale è immersa.

 

Mike Kelley, A continuous screening of Bob Clark film Porkys

 

Non a caso, l’esposizione si apre con Extracurricular Activity Projective Reconstructon #1 (A Domestic Scene), che riproduce l’interno disadorno di un appartamento, utilizzato come set improvvisato di una pièce legata ai drammi psicologici sulla ricerca dell’identità di genere, propri del teatro di Tennessee Williams.

Al centro della scena un forno con lo sportello aperto, richiamo al suicidio di Sylvia Plath ed alla constatazione che l’eternità non è altro che un lungo periodo.

 

Mike Kelley, Extracurricular activity projective reconstruction 1

 

In Extracurricular Activity Projective Reconstruction #6, 7 (Woods Group), Mike Kelley utilizza pezzi di recinzione a rete, cespugli artificiali, costumi e proiezioni video, che ritraggono personaggi carnevaleschi e goticheggianti, rendendoli strumenti emblematici di quei “riti di devianza socialmente accettati - per esempio i rituali di Halloween[1].

 

Mike Kelley, Extracurricular activity projective reconstruction 6 7

 

Accavallando infatti l’attrazione per l’iconografia - vedi, ad esempio, la complessa installazione John Glenn Memorial Detroit Reclamation Project (Including the Local Culture Pictorial Guide, 1968-1972, Wayne/Westland Eagle) alla dimensione violenta della forza concettuale della tematica del trauma psicologico, alla riflessione sul viaggio, nonché alla funzione cardiocircolatoria che assume la musica nel lavoro di Mike Kelley, tutta la sua produzione accede spesso a portali decorati da ambientazioni comiche e grottesche.

 

Mike Kelley, John Glenn memorial Detroit river reclamation project

 

Mike Kelley Runway for interactive DJ eventÈ attraverso la dimensione del gioco - segnato, in alcuni casi, da inversioni di scene-video selezionate - che le relazioni collettive sorte dalle numerosi citazioni interne presenti, sembrano interpretare il ruolo di giovani spettatori posti davanti alla visione di oggetti e azioni, volte a shakerare fallimento e repressione, in una decostruzione continua di rimandi  associabili ad avventure emotive devastanti, risolte - come si percepisce in Profondeurs Vertes, o in Runway for Interactive DJ Event, con la sua piattaforma disseminata di abiti ed accessori per bambole - attraverso ogni medium, persino la pittura e la performance, in una struggente memoria propria di una vecchiaia adagiata supina, e malinconica, sulla propria infanzia.

 

Mike Kelley, Profondeurs Vertes

 

Non si tratta di dare spiegazioni, o di attuare scelte.

È partecipare ad un atto di violenta esplosione.

È, involontariamente, saltare per aria, e veder apparire a ciascuno la propria rete.

 

MIKE KELLEY: ETERNITY IS A LONG TIME

a cura di Emi Fontana e Andrea Lissoni

dal 24 maggio all’8 settembre 2013

Fondazione HangarBicocca - via Chiese, 2 - Milano

Orario: dal giovedì alla domenica, dalle 11.00 alle 23.00

Ingresso: open admittance

www.hangarbicocca.org

 

Didascalie:

1_ Mike Kelley, Extracurricular Activity Projective Reconstructions #6, 7 (Woods Group), dettaglio

 

2_Mike Kelley, Light (Time) – Space Modulator, 2003

Commissioned by CCAC Wattis Institute, San Francisco Thyssen-Bornemisza Art Contemporary, Vienna
Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

3_Mike Kelley, A Continuous Screening of Bob Clark's Film "Porky's" (1981), the Soundtrack of which has been Replaced with Morton Subotnik's Electronic Composition "The Wild Bull" (1968), and Presented in the Secret Sub-Basement of the Gymnasium Locker Room (Office Cubicles), 2002

Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

4_Mike Kelley, Extracurricular Activity Projective Reconstruction #1 (A Domestic Scene), 2000

François Pinault Foundation - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

5, 6_Mike Kelley, Extracurricular Activity Projective Reconstructions #6, 7 (Woods Group), 2004-2005

Goetz Collection, Monaco - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

7_Mike Kelley, John Glenn Memorial Detroit River Reclamation Project (Including the Local Culture Pictorial Guide, 1968-1972, Wayne/Westland Eagle), 2001

Rennie Collection, Vancouver - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

8_Mike Kelley, Runway for Interactive DJ Event, 2000

Collezione La Gaia, Busca, Italy - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013


9, 10_Mike Kelley, Profondeurs Vertes, 2006

Mike Kelley Foundation for the Arts, Los Angeles - Installation view at HangarBicocca, Milan, 2013

 

All Mike Kelley works © Estate of Mike Kelley

Credits: Agostino Osio - Courtesy: Fondazione HangarBicocca, Milan



[1] In Mike Kelley, Catalogo della mostra alla Goets Collection, Monaco, 2008

 

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