mercoledì 01 ottobre 2014  
HOME | ARTE | FRAGILE? - Isola di San Giorgio Maggiore (VE), Fondazione Giorgio Cini ­­­- fino al 28.07.2013
FRAGILE? - Isola di San Giorgio Maggiore (VE), Fondazione Giorgio Cini ­­­- fino al 28.07.2013 PDF
Giovedì 23 Maggio 2013 11:09

FRAMMENTI PRECARI

Fragile? - Isola di San Giorgio Maggiore (VE), Fondazione Giorgio Cini ­­­- fino al 28.07.2013

di Suambra Strumendo

 

 

Fondazione Cini, Barry Le VaNon conosce paura l’uomo che salta

e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,

perché ferirsi non è possibile,

morire meno che mai e poi mai...

 

Francesco De Gregori, Pezzi di Vetro, 1975

 

                  

Associare la città di Venezia alla produzione vetraria è un pensiero del tutto scontato.

 

Associare la città di Venezia ad una mostra d’arte contemporanea che riflette sull’impiego del vetro nelle arti visive del secolo scorso e di quello appena iniziato è una riflessione inedita.

 

 

L’8 aprile 2013 ha aperto al pubblico, sull’isola di San Giorgio Maggiore, Fragile? a cura di Marco Codognato, presso la Fondazione Giorgio Cini.

 

L’esposizione presenta 28 opere di artisti internazionali, tra i più affermati del nostro tempo, che hanno utilizzato anche il vetro come medium della loro poetica.

 

La mostra costituisce il secondo evento espositivo de Le Stanze del Vetro, il progetto congiunto di Fondazione Cini e Pentagram Stiftung, nato con l’obiettivo di valorizzare l’arte vetraria del Novecento e mostrare le diverse declinazioni di questa materia.

 

 

All’interno della vasta produzione vetraria e del riconosciuto artigianato, quindi, Fragile? vuole prendere in considerazione l’utilizzo del vetro nelle arti non più solo come vetro veneziano, ma come vetro in quanto materiale dal potenziale simbolico e dalle particolari qualità metaforiche e linguistiche: da objet trouvé a rappresentazione artistica “concettuale” e “povera” di sentimenti quotidiani contrastanti - quali fragilità/durezza, imprecisione/levigatezza, trasparenza/opacità (nel senso di barriera).

 

 

Una volta percorsa la mostra, si deduce che i segni ed i sensi di cui è fatta affiorano nitidamente grazie all’attento studio del curatore nel rafforzare il binomio opera/spazio all’interno del più ampio rapporto artista/opera/spazio/fruitore, tipico di un allestimento in stile white cube, il quale - per rispondere al principio di religiosa ritualità - cade nella tentazione di una asetticità cromatica, con le annesse codificate convenzioni spaziali che prevedono le opere ad una certa distanza dalle altre, o dal visitatore.

 

 

L’organizzazione spaziale del luogo è data da un corridoio ricavato lateralmente lungo la parete, e da uno di servizio, centrale, lungo il quale si distribuiscono alcuni fra i lavori.

 

Entrambi presentano chiare differenze strutturali e percettive per cromia e sonorità: il primo è candidamente bianco, si affaccia su alcune stanze aperte e geometricamente quadrate contenenti le grandi opere per dimensioni, in silente dialogo fra loro; ognuna sembra ben incasellata dentro regolari perimetri, se non fosse per il parallelepipedo Barra d’aria, di Giuseppe Penone, che interrompe il lineare cammino del fruitore, invitandolo prima a fare esperienza con il mondo esterno, poi obbligandolo a deviare l’ostacolo.

 

Fondazione Cini, Giuseppe Penone

 

Dopo un tratto orizzontale, figlio del medesimo concept, si entra nel secondo ingresso, che ha una struttura diversa perché sembra fungere da “andito scientifico” per la presenza di ordinate teche di vetro che ospitano le opere di dimensioni decisamente più piccole, da cui emerge la matrice del reperto archeologico.

 

Fondazione Cini, Hammons e Batchelor

 

Alcuni esempi sono Files in a Jar di David Hammons - un concettuale vaso di vetro con cerniere lampo e piante, Concreto (vetro 01) di David Batchelor, una composizione di vetri rotti conficcati nel cemento, e Reclining Drunk del duo Gilbert & George, una bottiglia di Gordon's Gin schiacciata.

 

Fondazione Cini, Gilbert and George

 

Qui cala il livello di asetticità cromatica e si scopre la fonte dei suoni che accompagnano il fruitore per tutta la durata della visita, determinata dall’incontro di due opere sonore: l’installazione onirica Migrants, di Cyril de Commarque, e, vistosamente dislocato, il deflagrante video Ever is Over All di Pipilotti Rist.

 

Nel lavoro dell’artista francese le bottiglie incamerano ciascuna dei cuori pulsanti che emettono suoni di voci, metafore della sopravvivenza delle popolazioni africane costrette a oltrepassare i confini dell’Europa con mezzi di fortuna.

 

Fondazione Cini, Cyril de Commarque

 

Il video dell’artista svizzera, invece, racchiude simbolicamente tutti gli intenti di deflagrazione del vetro compiuti dagli artisti in mostra, perché affida un volto all’attentatore - una giovane donna che spacca con il suo bastone a forma di fiore i vetri delle macchine parcheggiate, in un raffinato slow motion che rende l’azione socialmente legittima sotto gli occhi di passanti e poliziotti.

 

Fondazione Cini, Pipilotti Rist

 

Questa è una mostra in cui una chiara proprietà del vetro, la trasparenza, emerge materialmente e simbolicamente come estensione della fragilità della vita degli esseri umani e della tragedia della storia e della civiltà.

 

L’installazione di Joseph Beuys Terremoto in Palazzo è un omaggio al dolore collettivo per il sisma che si è abbattuto nella città dell’Irpinia nel 1980. Il vetro deflagrato al centro dell’installazione rispecchia la friabilità dell’esistenza, e si oppone alla precarietà dei barattoli intatti che sorreggono i mobili circostanti.

 

Fondazione Cini, Joseph Beuys

 

In Drowning Sorrow (wine bottles) di Mona Hatoum, il fruitore si imbatte in duecento bottiglie di vino spezzate con rigore e con altrettanta precisione, disposte a formare un cerchio, le quali galleggiano nel mare di cemento raccontando il dolore di un esilio da terre lontane.

 

Fondazione Cini, Mona Hatoum

 

 

Fondazione Cini, Damien HirstTuttavia, durezza e resistenza della vita possono essere compromesse visivamente non solo tramite la frantumazione del vetro, ma anche attraverso una riflessione mentale che sfocia in una installazione articolata e ironica, come è nello stile di Damien Hirst.

 

In Death or Glory, l'artista fissa l’attenzione dello spettatore su un teschio incastonato in lastre perpendicolari di vetro, emblema dell’ineluttabilità della morte di fronte alle contraddizioni della società postindustriale, ripiegata nella spasmodica ricerca della immortalità dei corpi.

 

 

L’allestimento di Fragile? è insolito e accattivante non solo per il gioco dei corridoi, ma anche per lo sfruttamento dell’altezza dei soffitti, in quanto da angoli più o meno nascosti si vedono allestite alcune opere dissimulate, che uno sguardo distratto si lascerebbe sfuggire, come i due cristalli di quarzo dell’opera Untitled (Feng-Shui Crystals) del collettivo Claire Fontaine, oppure An Oak Tree, in cui l’artista Michael Craig-Martin sfrutta l’arte del ready made in chiave ironica, servendosi di una mensola da bagno in vetro sulla quale è appoggiato un bicchiere d’acqua, installata alla parete ad una altezza superiore alla media. Se non fosse per il foglio in basso, sul quale è riportata una serie di domande e risposte sull’oggetto, l’opera passerebbe del tutto inosservata.

 

Fondazione Cini, Fontaine e Craig Martin

 

 

Fondazione Cini Faldbakken e DuchampDunque, l’esposizione poggia sull’impressione che esista un collegamento tra l’arte ludica del celare le opere, e la dinamica del dubbio per cui il visitatore si interroga sulla vera identità di un’opera d’arte, a seconda di come è stata allestita.

 

Un campione: è o non è un’opera d’arte il nugolo di bottiglie di liquori vari che si vede all’ingresso? Sì, il titolo è Liquor Sculpture del norvegese Matias Faldbakken.

 

E poi, chi ha visto l’Air de Paris oltre a colui che è riuscito a catturarla: Marcel Duchamp?

 

E quelle diligentemente contenuti in 30 barattoli di vetro, saranno veramente polveri fini di vasellame del Neolitico frantumato, per il solo amore dell’arte, da Ai Weiwei?

 

Fondazione Cini, Ai Weiwei

 

 

In Fragile? il beneficio del dubbio è un dato da mettere in conto, un po’ come andare a sbattere contro un vetro non segnalato.

 

La trasparenza inganna, come la vita: fragile sì, ma anche dura.

 

 

Fragile?

A cura di Mario Codognato

 

Opere di: Marcel Duchamp, Joseph Beuys, Mario Merz, Gerhard Richter, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis, Luciano Fabro, Barry le Va, Michael Craig-Martin, Keith Sonnier, Lawrence Weiner, David Hammons, Gilbert & George, Joseph Kosuth, Giuseppe Penone, Mona Hatoum, David Batchelor, Ai Weiwei, Pipilotti Rist, Rachel Whiteread, Carsten Nicolai, Damien Hirst, Monica Bonvicini, Ceal Floyer, Cyril de Commarque, Matias Feldbakken, Walead Beshty, Claire Fontaine

 

Dall’8 aprile al 28 luglio 2013

 

Fondazione Giorgio Cini - Isola di San Giorgio Maggiore - Venezia

Orario: dalle 10.00 alle 19.00 - chiuso il mercoledì

Ingresso: open admittance

www.cini.it | www.lestanzedelvetro.it

 

 

Pics’ credits & courtesy:

1_Barry Le Va,

Set I A placed, B placed - Set II A dropped. B dropped - Set III A placed. B dropped - Set IV placed, 1968

Credits: Douglas M Parker Studio - Courtesy: l’artista e Sonnabend Gallery, New York

 

2_Giuseppe Penone, Barra d’aria, 1969-1996

Vetro, 15 x 15 x 200 cm

Courtesy: Collezione Maurizio Morra Greco, Napoli

 

3, 4_David Hammons, Files in a Jar, 1994

Vaso di vetro con cerniere lampo e piante, 25,4 x 15,2 x 15,2 cm

Courtesy: Pinault Collection

David Batchelor, Concreto (vetro 01), 2012

Vetri colorati, cemento, 18,3 x 21,4 x 6,6 cm

Courtesy: l'artista e Galeria Leme, São Paulo

 

5_Gilbert & George, Reclining Drunk, 1973

Vetro, 6,35 x 23,50 x 12,7 cm - edition 200

Courtesy: The Sonnabend Collection

 

6_Cyril de Commarque, Migrants, 2013

Vetro, impianto audio, latex, 154 x 100 x 50 cm

Courtesy: l’artista

 

7_Pipilotti Rist, Ever is Over All, 1997

Installazione audio-video

Courtesy: l’artista e Hauser & Wirth and Luhring Augustine, New York

 

8_Joseph Beuys, Terremoto in Palazzo, 1981 - particolare

Legno, terracotta, vetro, cera, uovo, dimensioni variabili

Courtesy: Collezione Terrae Motus, Palazzo Reale, Caserta

 

9_Mona Hatoum, Drowning Sorrow (wine bottles), 2004

Vetro, 15 cm x 200 cm - Collezione Pier Luigi e Natalina Remotti

Courtesy: Galleria Continua, San Gimignano/Beijing/Le Moulin

 

10_Damien Hirst, Death or Glory, 2001

Vetro, acciaio, alluminio, teschio, tubo di gomma, compressor, palline da ping pong, carta e inchiostro

213,4 x 213,4 x 213,4 cm - Credits: Prudence Cuming Associates - Courtesy: Damien Hirst and Science Ltd

 

11-12, 13_Claire Fontaine, Untitled (Feng-Shui Crystals), 2009

4 cristalli (3 sospesi, uno da tavolo), 3 catene, acqua salata e morsetti, dimensioni variabili

Credits: Danilo Donzelli - Courtesy: T293, Napoli/Roma

 

Michael Craig-Martin, An Oak Tree, 1973

Bicchiere di vetro, acqua, staffe metalliche e testo stampato, dimensioni variabili

Courtesy: l’artista

 

14, 15_Matias Faldbakken, Liquor Sculpture, 2010

32 bottiglie di liquore, dimensioni variabili

Van Quickenborne-Clerinx Collection, Belgio - Courtesy: Simon Lee Gallery, London

Marcel Duchamp, Air de Paris, 1919-1939

Miniature reproduction from the original for the work “Boite en valise” - Vetro, 4 x 2,5 cm

Collezione David Fleiss, Parigi

 

16_Ai Weiwei, Dust to Dust, 2009

30 barattoli di vetro con polveri di vasellame del periodo Neolitico frantumato, su mensole di legno

200 x 239,7 x 36 cm - Credits & Courtesy: Ai Weiwei

 

 

Dove non diversamente specificato, credits: Suambra Strumendo

 

condividi le tue IDEE
lascia un COMMENTO

avatar Pino Modica
+1
 
 
Come artista continuo ad essere deluso dalla non-conoscenza della nostra storia: nel '91 fui invitato alla Biennale da Renato Barilli, e in quella occasione realizzai due finestre delle Corderie con i vetri spaccati e illuminati dall'interno. Grazie a quel lavoro, oltre che essere nominato fra i migliori artisti dell'anno, ricevetti anche i complimenti personali da Jeff Koons. La serie di opere da me realizzate in quel periodo è denominata "Infrangenze", e sono fra le migliori collezioni private e pubbliche - compresa la collezione del Ministero degli Esteri alla Farnesina. Il Sig. Codognato farebbe bene a documentarsi un pò di più quando organizza una mostra a tema, anche perchè, ogni tanto, essere un po' meno esterofili non è che faccia poi così male alla conoscenza dell'arte italiana.
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome
Mail (non sarà pubblicata)
Codice   
Inserisci commento
Annulla
B
i
u
Quote
Code
List
List item
URL
Nome
Mail (non sarà pubblicata)
Codice   
Invia Commento


Condividi
 
haute_vision
box_concorsi

Nome
Email
box_hotnews
VARIE_Milano in panico: si respira VARIE_Milano in panico: si respira
 
Giovedì 26 Gennaio 2012 17:19
BOOK_Maurizio Cattelan - All BOOK_Maurizio Cattelan - All
Domenica 22 Gennaio 2012 22:59
VARIE_Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei
Lunedì 09 Gennaio 2012 14:14
BOOK_Favole al Telefono BOOK_Favole al Telefono
Lunedì 09 Gennaio 2012 13:39
VARIE_Se Steve Jobs fosse nato a Napoli
Domenica 08 Gennaio 2012 18:23
ARTE_Il futuro dell'arte e' donna ARTE_Il futuro dell'arte e' donna
Domenica 08 Gennaio 2012 17:02
ARTE_Come ti attiro il Mecenate ARTE_Come ti attiro il Mecenate
Domenica 08 Gennaio 2012 16:12
INTERVISTE_Being Yoko Ono INTERVISTE_Being Yoko Ono
Sabato 29 Gennaio 2011 16:02
INTERVISTE_Marina Abramovic in intellectual fashion INTERVISTE_Marina Abramovic in intellectual fashion
 
Martedì 25 Gennaio 2011 18:04
MODA_Minimal Baroque Sunglasses di Prada MODA_Minimal Baroque Sunglasses di Prada
 
Martedì 25 Gennaio 2011 15:06

Sequestrate opere della collezione di Imelda Marcos

Le autorità filippine hanno messo sotto sequestro alcuni capolavori d’arte[…]

Vienna, curated by. La centralità del curatore

Stephen Willats, Around the Network, 2002 (dvd film) – Galerie[…]

Cattelan? “Un maestro della presa per il culo”. Celant? “Un curatore arrivista e geloso”. Vi fidate? Cose che scrive Francesco Bonami nel suo ultimo libro. Eccone altre…

Francesco Bonami Achille Bonito Oliva? Nel 1993 impedì che a[…]

L’orizzonte a pochi centimetri da terra. Giulia Cenci a Pistoia

Giulia Cenci, Bianco bagnato, 2014 polyester, marble dust, clay, cm[…]

«Il bacio proibito», terzo libro della saga di Dark Heaven

La trilogia di fantasy contemporaneo di Bianca Leoni Capello, pseudonimo[…]

Completato il restauro del Napoleone di Canova

L’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi e la[…]

Blu Modigliani

Le sale di Palazzo Blu a Pisa attendono Amedeo Modigliani[…]

Napoleone riconquista la posizione d’onore a Brera

Il bronzo del Canova è stato sottoposto ad un intervento[…]