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SIATE CANDIDI COME COLOMBE E ASTUTI COME SERPENTI - Zoppola, Galleria Costantini - fino al 12.05.2013 PDF
Mercoledì 03 Aprile 2013 10:25

CANDIDI LAMENTI E ASTUTE RISALITE

Group show, Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti

Galleria Civica Celso e Giovanni Costantini, Castions di Zoppola (PN) - fino al 12.05.2013

di Suambra Strumendo

 

exhibition view, missoni e novelloSe ogni discorso muove da un presupposto,

un postulato indimostrabile e indimostrato

[…] sia, di quel che ora si inaugura,

prenatale assioma il seguente:

che l’Uomo ha natura discenditiva”.

 

Giorgio Manganelli, Hilarotragœdia [1964]

 

 

Può la visita di una mostra d’arte contemporanea essere vissuta dal fruitore come una seduta di psicoterapia?

 

Sì, se l’oggetto della questione è Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti, la collettiva ospitata alla Galleria Civica Celso e Giovanni Costantini, nel cuore di un piccolo paese del Friuli di nome Castions di Zoppola.

 

Gianni Moretti, Esercizi di aderenza

 

Già ad una prima occhiata, l’esposizione sembra la traduzione visiva del flusso di coscienza di uno stato d’animo, quello della società moderna: incostante per natura, sazia di inputs, adultera di valori, perennemente sotto controllo medico perché sofferente di una malattia chiamata “depressione” (dell’animo e del portafogli).

 

Lorenzo Missoni, Tempi buiNove giovani artisti dalla già brillante carriera hanno cercato di indagare il comportamento umano sottoposto agli effetti della crisi morale e culturale di questi tempi, usando come spunto intellettuale il celebre versetto del Vangelo di Matteo (10,16).

 

Nota Bene: dietro al verso non vi è nessuna operazione di demistificazione o allegoria della religione cattolica, piuttosto la chiara trasposizione dell’atavica ricerca di sé, sul piano delle arti visive, a partire da una frase di natura religiosa, ma rielaborata con un uso e un significato più “popolari”.

 

Nella mostra il sacro gioca il ruolo di tramite, di link semiologico: è il segno che serve all’interpretazione dell’inconscio collettivo di matrice junghiana, costituito da forme innate (gli archetipi) a cominciare dall’idea di , risultato del processo di formazione dell’individuo, quasi della propria autocoscienza - la stessa che viene continuamente interpellata in tutti i lavori esposti.

 

Ludovico Bomben, R436La visita della mostra può essere vissuta come un cammino, l’errare ascetico che ciascun uomo compie per analizzare se stesso e il suo presente, arrivando persino ad interrogarsi, come fanno gli artisti, anche sui messaggi evangelici.

 

Questi, infatti, hanno offerto una loro libera interpretazione su concetti come candido, astuto e prudente, senza alcuna pretesa di fornirne una spiegazione universale; al contrario, hanno voluto rendere pubbliche le proprie paure e passioni, dando ognuno una rappresentazione della propria precarietà emotiva e professionale.

 

Insomma, l’artista si è voluto mettere a nudo, mostrando al pubblico il proprio manufatto, una radiografia della propria esistenza. Egli è andato a caccia dell’errore, di quel gap esistenziale che lo separa dalla perfezione e che lo fa vivere all’interno del perenne scontro fra categorie, a cominciare dagli opposti sacro/pagano, finito/infinito, aperto/chiuso.

 

Chiaralice Rizzi, Nell attimo, exhibition view

 

 

Paolo Polloniato Jeux de corps e Elu gloutonQuindi, se il prodotto artistico è visto come il risultato materiale dell’incontro/scontro fra opposti, fra azioni di sconfinamento e di confinamento, l’artista lascia nel mondo un segno di speranza grazie alle proprie azioni, regalando a se stesso - e di riflesso, ad altri suoi simili - barlumi di fede, di fiducia nel presente e nel domani.

 

Ma la fede appartiene a tutti gli uomini. Perciò, i lavori esposti non sono solo una crasi di rassegnazione al mal di vivere, dovuto ad inquietudini e dinieghi, ma rappresentano anche l’estensione positiva dell’eccezionalità della vita.

 

Paolo Polloniato

Paolo Polloniato, Le masque, Cerveau brillant e La vie privee

 

Poiché nelle opere coabitano sentimenti contrapposti come ossimori, iperboli e sinestesie, il fruitore si sente spaesato durante la visita, e a soccorrerlo serve una guida di comprensione del mondo: il catalogo della mostra, stravolto nella sua funzione e fattura comuni, perché redatto alla maniera di un breviario laico, un libercolo con una copertina color clero, il cui interno appare ornato da qualche orpello.

 

Esso è inoltre arricchito da un apparato critico e da alcuni disegni che rappresentano le opere, affiancati da brevi riflessioni sulla pratica artistica degli autori.

 

catalogo


Volendo citare alcuni fra i lavori esposti si potrebbe cominciare da Urlo Nero di Max Rommel, un video toccante che riflette sui doppi della vita e che confronta due elementi appartenenti a livelli sensoriali diversi, come l’emblematico accostamento di un asfittico interno domestico, abitato da una anziana figura stesa su un letto, con la statica e silente visione di un porticciolo sul mare. Il video si fa più grottesco alla visione della pratica di scuoiamento di ovini, culminante con il primo piano del muso dissanguato di uno di loro.

 

Max Rommel, Urlo Nero

 

L’analisi di un essere che abbandona l’etichetta di vivente prende piede anche in Kaleido di Maria Elisabetta Novello, in cui la mente del visitatore scorge, nella cenere usata dall’artista, un accostamento con la morte, con l’idea di rifiuto, di scarto da mettere in mostra, stranamente contenuto in due caleidoscopi da cui poter osservare le imbambolanti composizioni di cenere, materiale che l’artista è solita declinare in «paesaggi, teche, orizzonti, universi micro e macro».

 

catalogo con Maria Elisabetta Novello, Kaleido

 

gianni moretti, esercizi di aderenza, particolareLa fragile e indifesa natura dei corpi è studiata da Gianni Moretti attraverso la pratica del ritaglio su carta.

 

Esercizi di aderenza è caratterizzato dalla bianca sagoma di un volatile che affiora da insistenti pratiche di ritaglio di altre sagome, in cui l’azione di ri-passo serve a ri-semantizzare la vita, a rin-tracciare l’identità delle cose che abitano il mondo.

 

 

Tuttavia, un corpo può non rispondere ai canoni estetici comuni, pur conservando una propria dignità intrinseca.

 

È ciò che ci vuole raccontare Paolo Polloniato con L’Avidomutoide, quando colloca su di un piedistallo la sua creazione: una scultura di terra bianca smaltata, polimorfa, a metà fra animale e umano, non riconducibile ad una qualche specie vivente.

 

La chiave del suo discorso sta proprio nel doppio significato della parola specie: una indagine sulla evoluzione della specie, che talvolta fa anche specie.

 

Paolo Polloniato, Avidomutoide

 

Michele Spanghero, 1 10000Così, dietro alla fenomenologia del brutto ma bello e della caducità dei corpi sembra che tutto venga subordinato al concetto di misura, di una scala dei valori rappresentata per esempio dall’opera 1:10.000 di Michele Spanghero, scultura sonora rappresentata da un enorme contenitore di olio al cui interno è stata posizionata una registrazione audio 10.000 volte più piccola della struttura che la tiene rinchiusa.

 

È un lavoro che per l’artista fa fede ad uno sguardo candido, che significa «guardare dove gli altri non hanno guardato; ovvero, guardare dove gli altri già hanno guardato, ma dove tu non l’hai ancora fatto».

 

È sicuro che al termine della visita il fruitore avrà percepito l’esistenza di un fil rouge, condensato nella locuzione panta rei, tutto scorre. Scorre l’acqua dell’installazione di Roberto De Pol, la quale - metafora della sete di vita e della morte per sete - cade su un tetto in lamiera, dopo aver compiuto un percorso arzigogolato.

 

Roberto De Pol

 

 

Maria Elisabetta Novello, Pale d altareMa a scorrere sono soprattutto i candidi lamenti e le astute risalite degli uomini.

 

La seduta dallo psicoanalista è terminata con successo.

 

Il fruitore è certamente guarito.

 

 

Group show, Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti

a cura di Marco Minuz

 

Opere di: Ludovico Bomben - Roberto De Pol - Lorenzo Missoni - Gianni Moretti - Maria Elisabetta Novello - Paolo Polloniato - Chiaralice Rizzi - Max Rommel - Michele Spanghero

 

dal 2 marzo al 12 maggio 2013

 

Galleria Civica d’Arte Celso e Giovanni Costantini - Piazza Indipendenza, 2 - Castions di Zoppola (PN)

Orari: sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00

Ingresso: open admittance

 

Galleria Civica d’Arte Celso e Giovanni Costantini

Facebook/Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti

 

 

Pics’ credits:

1_Veduta dell’esibizione, opere di Lorenzo Missoni e Maria Elisabetta Novello

 

2_ Gianni Moretti, Esercizi di aderenza, 2010-2011

Carta. trittico, 42x59 cm

 

3_ Lorenzo Missoni, Tempi bui, 2010

Lampadine, vernice, fogli di giornale, corda - dimensioni ambientali

 

4_ Ludovico Bomben, R436, 2010-2012

Installazione su muro, dimensioni ambientali

 

5_ Chiaralice Rizzi, Nell’attimo che non si aggiusta ma sopravvive lucente mentre scappa, 2007-2009

Stampe a inchiostro su carta baritata, 45x40 cm

Veduta delle opere di Chiaralice Rizzi

 

6, 7, 8_I micromondi in ceramica di Paolo Polloniato:

Scene n°23: Jeux de corps - Scene n°1: Élu glouton, 2011

Scene n°6: Le masque - Scene n°10: Cerveau brillant - Scene n°18: La vie privée, 2011

Ceramica, smalti, 15x15 cm cad.

 

9_ Massimo Donà e don Bruno Cescon, Siate candidi come colombe ed astuti come serpenti - catalogo, 2013

 

10_Max Rommel, Urlo Nero, 2012-2013

Frame da video

 

11_Maria Elisabetta Novello, Kaleido, 2011

Cenere e ferro, trittico, 80x15 cm diametro

Illustrazione da catalogo di Kaleido

 

12_ Gianni Moretti, Esercizi di aderenza - particolare

 

13_Paolo Polloniato, L’Avidomutoide, 2013

Terra bianca sotto smalto, 85x35x27 cm

 

14_Michele Spanghero, 1:10.000, 2010

Scultura sonora: acciaio, alluminio, megafoni, sistema audio - 34x38 cm

 

15_Roberto De Pol, Water, rubbish bin, electrical cables, joints, gutters, metal sheet, wood, adhesive tape, plastic, electrical pumps timer, rubber tubes, tubes, screws, 2010

Materiali vari, dimensioni ambientali

 

16_Maria Elisabetta Novello, Pale d’altare, 2012

 Telai in legno di pale d’altare montate su plexiglass, cenere - trittico, dimensioni ambientali

 

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avatar Francesco
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Ottima la scrittura, intrigante la lettura di quest'articolo.
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Gentile Francesco, grazie mille per l'apprezzamento! ;)
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