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HARIS LITHOS - Il Caos che deriva dall'Eros PDF
Martedì 26 Marzo 2013 17:37

HARIS LITHOS, IL CAOS CHE DERIVA DALL’EROS

di Stephanie Chaulet

 

Haris Lithos portraitEros Touch potrebbe essere il sunto in due parole della ricerca artistica, profondamente carnale, di Haris Lithos, giovane talento dell’arte concettuale greca.

 

Nutrito dal prestigio passato delle sue terre - da Mykonos, Atene e Salonicco - oggi in prima linea nella lotta per la sovversione di un sistema malato, Haris è, fin dai suoi esordi, impegnato negli studi riguardanti i simboli ed il mondo delle idee, seguendo una immaginaria linea ereditaria platonica, traslata sul piano visivo.

 

Imprimere una parte del corpo è sempre stato, sin dal periodo preistorico (con le misteriose e così tangibili impronte delle mani, sui muri delle grotte), un modo di esprimere una presenza passeggera, come segno visibile dell’assenza.

 

 

Yves Klein, Mondo Cane Shrud, Anthropometries of the Blue Period, 1961Tale modo simbolico di dipingere è stato ripreso da numerosi artisti, nel corso del tempo, per parlare dell’hic et nunc, in totale rottura con l’arte classica: ne sono testimoni Vasilij Kandiskij, nel 1926, con la sua Empreinte des mains de l’artiste, e anche, in un’accezione più provocatoria, negli anni ’60, il movimento della Body Art - ed in particolare le Anthropométries di Yves Klein - o quello dell’Actionning austriaco.

 

Per gli artisti che ne hanno fatto parte, la presenza del corpo, “stampata” materialmente ed eroticamente su un supporto, diveniva un modo di ribellarsi alla limitativa morale giudaico-cristiana, fatta di tabù e censure.

 

 

Haris Lithos, Roza in XrayHaris Lithos è un cittadino della Grecia di oggi, quella erede di una dittatura e vittima, sacrificale ma non rassegnataria, della crisi mondiale.

 

Cresciuto in un ambiente costrittivo, dove la religione ortodossa è, come da Costituzione, religione di Stato, il giovane artista, avido di conoscenza dell’educazione artistica greca ma anche anglosassone, ha fatto sua l’ispirazione pagana del corpo come strumento dell’Eros.

 

 

Haris Lithos by Maria Markezi, 2012Le sue più notevoli opere, da questo punto di vista, diventano così quelle concepite come interpretazioni dell’amore fisico, ispirate alla preziosa tecnica di realizzazione delle icone religiose ortodosse: oro su legno, impronte di corpi femminili come fossero dee greche intrise di carnalità.

 

È questo, il messaggio di Haris: la gloria dell’erotismo, presenza sacra che si sostituisce a quella di un Dio ortodosso ed inaccessibile.

 

Il mistero della fede diventa mistero dell’atto dell’artista, che imprime parti anatomiche cariche di valenza sessuale da interpretare a scelta come petali, farfalle, come resti di tessuti candidi e fragili, macchie di Rorschach entro le quali ognuno possa vedere ciò che meglio crede.

 

Haris Lithos, working on Red Lacrimosa

 

Haris Lithos, Making the Cycladics paintings«Agir sur la toile, peindre enfin», scriveva Hans Hartung.

 

Haris usa il corpo dei suoi modelli per marcare la tela, per fissare momenti d’intimità estrema e monocroma: dall’oro opulento, al rosso vibrante, al nero puro, ad un blu tendente al turchese, palese omaggio alla sua isola di Mykonos.

 

Haris Lithos parla di erotismo, di sesso, di amore, che derivano non da una visione lineare, bensì dal Caos creativo, tradotto in segni lasciati sulla tela, per esprimere l’assenza di un corpo una volta presente tra le sue mani d’artista.

 

Haris Lithos, Bluebird Series, 160x170 acrylic on wood

 

Da questa specie di gioco erotico - nel quale l'Eros è tutto artistico - anche un posteriore si trasforma in una coppia di immacolate ali, come per Hagiography of Sasha, laddove in un’altra serie Haris si riferisce al poema di Bukowski Bluebird per tradurre l’impronta in più terrene ali di uccello.

 

Haris Lithos, Hagiography of Sasha e Carmen

 

Roy Adzak e Antony GormleyIn questa prospettiva, Haris sembra ispirarsi all’audacia sperimentale di Roy Adzak (quello stesso che proclamava «L’arte vera non è quel che sembra, bensì l’effetto che ha su di noi») con la sua scultura di un calco a vuoto lasciato da un posteriore (Fesse Chair, 1970), o di Antony Gormley, con la sua opera sull’impronta di due corpi - presenti in passato, assenti nel presente - in un letto in un letto di oltre 2000 fette di pane bianco, dalle quali l'artista ha letteralmente mangiato via l'ingombro delle due persone che un tempo lo occupavano (Bed, 1981).

 

 

Haris Lithos, AutosomatographiaInfine, anche Lithos si fa oggetto nel vestigium del proprio corpo, dall’Anthropométrie kleiniana (1960) alla sua propria Autosomatographia.

 

«Seules les traces font rêver» declamava il poeta René Char.

 

Ecco perché Haris Lithos è senza dubbio sul percorso di un poetico cammino - tanto erotico, quanto onirico.

 

 

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Pics’ credits & courtesy:

 

1_Portrait of Haris Lithos [2013]

 

2_Yves Klein, Working on Anthropométries of the Blue Period [1960 ca.]

Yves Klein. Mondo Cane Shroud [1961]

dry pigment and synthetic resin on gauze - 274.3x301 cm

Collection Walker Art Center - courtesy: The Klein Archives

 

3_Haris Lithos, Roza in X-Ray [2012]

acrylic on X-ray photo of the original artwork, 170x170 cm

 

4_Haris Lithos working [2012]

Credits: Maria Markezi

 

5_Haris Lithos, In Athens studio, working on Red Lacrimosa [2011]

acrylic on wood, 250x250 cm

 

6­_Haris Lithos, Making the Cycladic paintings, Mykonos [2012]

Credits: Terence Papazacharias

 

7_Haris Lithos, Working on Bluebird Series [2012]

acrylic on wood, 160x170 cm

 

8_Haris Lithos, Hagiography of Sasha [2012]

oil on wood, 120x150 cm

Haris Lithos, Carmen [2012]

acrylic on aluminium, 160x200 cm

 

9_Roy Adzak, Fesse chair [1970-1992]

gel-coated molded fiberglass, 60x40x70.5 cm

Antony Gormley, Bed - from the “Sleeping Place” series [1980-1981]

8.640 slices of white bread from which Gormley ate his own volume and parafin wax on aluminium panels 280x220x168 cm - courtesy: Tate Modern, London

 

10_Haris Lithos, Autosomatographia [2012]

acrylic on paper and X-ray photo of the original bodyprint of the artist, 160x120 cm

 

Haris' pics courtesy: the artist

 

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Haris Lithos per la Grecia è la primavera,ed è la speranza!
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