LE RIFLESSIONI ILLUMINANTI DI IVÁN NAVARRO
Iván Navarro, Nacht und Nebel - Roma, Fondazione Volume! - dal 3.03 al 5.05.2012
di Maria Giovanna Tumino
Dal 2 marzo in mostra alla Fondazione Volume!, Iván Navarro presenta un progetto site-specific, Nacht und Nebel, a cura di Antonio Arévalo.
Lo scultore cileno riprende, nel titolo della sua installazione, il decreto finalizzato all’eliminazione di ebrei e dissidenti politici al di fuori dei percorsi della giustizia normale, emanato da Hitler il 7/12/1941.
La nebbia e la notte dell’Oro del Reno di Richard Wagner diventano l’acronimo NN sulle uniformi degli uomini internati nei campi di concentramento - lo stesso acronimo che i regimi sudamericani useranno per i desaparecidos NN, No Name.
Alla musica di Wagner si è ispirato il musicista Pedro Pulido per accompagnare la performance realizzata da Patricia Rivadeneira, che cita il lavoro performativo di Valie Export.

Il mondo artistico di Iván Navarro è fatto di impegno politico, come è quasi ineluttabile per un artista nato in Cile nel ’72 e cresciuto sotto il regime di Pinochet (1973 - 1990), nel rapporto con la storia, la luce e le parole.
Le sue sculture, realizzate con l’uso di neon e di tubi fluorescenti, sono oggetti che hanno una loro strutturazione fisica, amplificata dall’uso della corrente elettrica che attiva l’illuminazione.
L’opera è composta da sette pozzi a base rotonda, triangolare, quadrata e rettangolare, all’interno di ognuno dei quali una parola al neon: EX, OCCHIO, ODIO, ECCO, BECCO, ECO, ECCIDIO, che in un gioco di riflessi e di riflessioni sprofondano in una vertigine infinita.

Le parole composte solo per metà si ricompongono nell’uso dello specchio, che crea la parola per intero ed il senso di infinito dello spazio, come già accadde per le soglie delle Death Row del 2006, esposte al Padiglione Cileno della 53^ Biennale di Venezia del 2009.
Come dice l’artista stesso, infatti, “nelle mie opere l’effetto speculare fittizio è assolutamente protagonista, perché fa sì che le parole esistano solo nello specchio, in 'rappresentazione'.
Come un’immagine che si ripete infinitamente fino a dissolversi nell’abisso.
Il neon reale è solo metà della parola; il resto è un riflesso”.

La scelta delle parole non è casuale, seguendo infatti un criterio che è semiotico e, insieme, attento al segno linguistico nel suo aspetto grafico.
L’artista crea una relazione tra le parole, l’opera e la storia, stratificata e ambigua, che sembra rimandare alla Roma bombardata tra il ’43-’44, ma - nella costruzione dei pozzi - anche alle catacombe, ai campi nazisti, alle sparizioni dei desaparecidos.
Quasi come se il riflesso della storia si ripetesse.
All’infinito.
Iván Navarro, Nacht und Nebel
A cura di Antonio Arévalo
Dal 3 Marzo al 5 Maggio 2012
Fondazione Volume! - via S. Francesco di Sales, 86-88 - Roma
dal martedì al venerdì, dalle 17:00 alle 19:30 - sabato su appuntamento
Open admittance
Info: 06.6892431 – www.fondazionevolume.com
Catalogo: Edizioni Volume!
Ufficio stampa Federica La Paglia:
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Pics’ credits & courtesy
1_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Occhio, particolare dell’installazione alla Fondazione VOLUME! ph: Rodolfo Fiorenza - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
2, 3, 4_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Performance inaugurale performer: Patricia Rivadeneira | musicista: Pedro Pulido | Iván Navarro alla torcia ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
5_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Becco, particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME! ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
6, 7_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Eco, veduta dell’installazione ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
8_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Ecco, particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME! ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
9_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Odio, veduta dell’installazione ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
10_Iván Navarro, Nacht und Nebel, 2012 Ex, particolare dell’istallazione alla Fondazione VOLUME! ph: Federico Ridolfi - courtesy: Fondazione VOLUME!, Roma
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