ITINERARI POSSIBILI
Jacopo Benci, A POSSIBLE ITINERARY 1981-2011
di Fabiola Palladoro
Dopo venticinque anni dalla prima esposizione di Jacopo Benci, si è appena conclusa al MLAC una mostra-omaggio all'artista romano, con lo scopo di ripercorrerne l'eterogeneo percorso artistico e intellettuale.
L’esibizione è stata pensata secondo un principio espositivo circolare che ruota intorno a due opere, uguali ma al contempo diverse tra loro: la prima, avente come soggetto uno sguardo umano femminile, la seconda, la progettualità spaziale dell'architettura rinascimentale. In queste immagini, incontrate inconsapevolmente, si trova l'intera filosofia artistica di Benci, come se a guidarlo fosse un unico fuoco creativo, divisosi poi in diverse fiamme estetiche.
 
Nei suoi primi lavori, che vedono la luce agli inizi degli anni '80, Benci si è concentrato sopratutto sui Collages fatti a mano, disegni ricalcati su carta lucida nei quali si possono già intravedere le influenze orientaliste, le tematiche dadaiste e la ricerca dello spazio - tutti argomenti che, nel corso della sua carriera, saranno ripresi e sviluppati in maniera più profonda e consapevole.
Negli anni successivi, un incontro importante modificherà per sempre il percorso dell'artista: la scoperta della fotografia di Ghirri e della sua idea di ‘spazio’, evento che lo influenzerà tanto da fargli abbandonare quasi del tutto la pittura e il disegno, per iniziare un lunga e duratura relazione con la macchina fotografica, prima, e con il video, poi.
 
Infatti, nel progetto continuativo Itinerari Silenziosi, che va dal 1997 al 2007 ed è costituito sia da fotografie che da video, Benci esplora il paesaggio urbano e l'architettura decadente attraverso uno sguardo psicologico dominato da una bellezza malinconica. L'artista descrive questa serie con un termine giapponese, wabi sabi, che racchiude un pensiero romantico intraducibile, ovvero l'idea estetica della memoria delle cose e di come il tempo depositi, su muri, edifici ed intere città, una patina di ricordi, di storia, di vissuto visibile ed inesorabile; proprio quel delicato sentimento che egli vuole catturare e trasmettere nelle sue fotografie.
Allo stesso modo, nei due video della serie omonima, uno del 1998 e l'altro del 2002, l'artista continua a dialogare con lo spazio, stavolta rendendo uno straordinario omaggio a Tarkovskij. Questi video, infatti, più che un itinerario fisico dei luoghi desolati della periferia metropolitana, riflettono un percorso interiore carico di tensione, muovendosi attraverso labirinti nascosti dello spirito umano.
Proseguendo nell'esposizione arriviamo agli ultimi lavori, tra cui la serie fotografica del 2007 Lontano e Luminoso, progetto davvero interessante e poetico in cui lo sguardo fotografico si concentra maggiormente sulla natura: piante, pietre e muschio sono i soggetti che ritroviamo con più frequenza e che, anche in questo caso, raccontano involontariamente ognuno la propria memoria e identità. In questa serie fotografica, una natura solo apparentemente immobile e silenziosa parla di sé, raccontando i suoi mutamenti e la capacità di generare quel quid che l'artista spiega con il termine tedesco stimmung: la voce, l'atmosfera, l'anima di un luogo.
Sin dalle origini, e fino alle ultime opere, l'artista ha incrociato elementi eterogenei, lavorando su relazioni a volte programmate (come accade nell'immagine perfetta e organizzata dell'architettura rinascimentale), altre volte casuali ed inattese (come nel volto della ragazza di Ferrara). È proprio da questi 'incidenti' della vita che scaturisce il lungo e delicato lavoro, ancora tutto in divenire, di Jacopo Benci.
Jacopo Benci, UN ITINERARIO POSSIBILE | A POSSIBLE ITINERARY 1981-2011
A cura di Lucrezia Cippitelli
Dal 7 al 29 Aprile 2011
MLAC Sapienza – Piazzale Aldo Moro, 5 – Roma
http://www.luxflux.net
PICS’ CREDITS & COURTESY: PIC_1: Jacopo Benci, Itinerari senza io, 2007 stampa digitale da scansione di pellicola super8, 18 x 24.5 cm PIC_2: Jacopo Benci, Das Gefühl für Humanität hat mich noch nicht verlassen. (Kant), 1981 inchiostro su carta traslucida, 29.7 x 21 cm PIC_3: Jacopo Benci, Il mondo fluttuante – The floating world, 1986 inchiostro su carta di riso, 48 x 32 cm
PIC_4: Jacopo Benci, Itinerari silenziosi, 1997-99 stampa ai sali d’argento montata su alluminio e legno, esemplare unico, 20 x 12 cm PIC_5: Jacopo Benci, Itinerari silenziosi, 2006 stampa digitale da diapositiva b/n, 59 x 39.5 cm PIC_6: Jacopo Benci, Itinerari silenziosi, 1998-2002 frame da video, 42’, b/n e colore, sonoro
PIC_7: Jacopo Benci, Sguardo luminoso [III], 1999 frame da video, 2’13”, colore, sonoro
All pics' courtesy the artist
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