MAFIA: cinque lettere e tanto subbuglio (questa campagna se la giocano due dadi)
Davide Valenti – MAFIA, UN ALTRO MONDO. PRIMA PUBBLICITA’ DEL MALE
Galleria Placentia Arte, Piacenza – dal 19.03 al 30.04.2011
di Elena Abbiatici
Più Libertà, più Sicurezza, più Ricchezza.
“Siamo in clima di campagna elettorale?”, vi chiederete.
Ve la passo, possiamo anche definirla così. Per meglio dire, di un’operazione artistica che simula le modalità di una campagna promozionale. Prodotto in questione: Mafia_prima azienda italiana. Mafia _un altro mondo.
Nessuno ha mai pensato di pubblicizzare un prodotto universalmente ritenuto dannoso, cattivo - come Davide ama definirlo. Ecco l'esigenza dell'artista e la rarità del suo progetto "La pubblicità delle cose cattive”.
Dopo avere fatto bella mostra di sé per le strade di Piacenza e Favara a metà Febbraio, generando dibattiti al limite fra la censura e il clamore, i manifesti, incolumi ai dissidi della sorte, sono ora esposti nella galleria Placentia Arte di Piacenza.
Quattro manifesti, sei radio (puoi ascoltarli da questo blog, però vai anche in galleria, te lo consiglio!) e una documentazione stampa nella sala inferiore che magistralmente ripercorre la mirabolante cronaca gialla di quest’affissione, le reazioni al limite del paradosso a Favara – sua cittadina natale ad Agrigento – e a Piacenza.
Il fautore? Davide Valenti, agrigentino, trapiantato a Milano.
I soggetti: una beretta e una lupara - fra le due non c’è dubbio, la seconda ti stende; lo stralcio di una pagina di La Repubblica dell’Ottobre 2007, che conferma il primato della mafia fra le aziende del Paese; un sacchettino di marijuana e il vantaggio di fumarla a buon diritto, e insieme quello di pagare il pizzo e non le tasse, guadagnandoci una buona percentuale…
Un intervento artistico che utilizza il linguaggio pubblicitario per denunciare con sagace e lucida ironia i punti di forza della mafia.
Satira graffiante verso la mafia, quindi, percorsa attraverso la sua reclamizzazione.
 
Se il compito dell'arte contemporanea è proprio quello di rompere gli equilibri, smuovere la società, pungere, con i manifesti pro-mafia Davide ha voluto realizzare un lavoro sulla libertà di espressione e sul rapporto fra bene e male. Poiché non esiste nulla che abbia motivo di esistere, senza serbare in sé qualcosa di buono. Le categorie di bene e male sono state attribuite da altre categorie sociali, portando con sé i margini inevitabili della relatività.
Sostiene l’artista: “Sempre, cercando cosa c’è di buono nel male, viene fuori ciò che c’è di male nel bene”. Accade che, tramite la pubblicità della mafia, si sveli il lato oscuro dello Stato. Per sconfiggere un male come la mafia non è possibile dire che è solo male assoluto. L’operazione di Valenti è uno sprone a capirne qualcosa di più, a indagarne le ragioni del potere, fino a comprendere come la mafia acquisti potenza sfruttando le carenze dello Stato, poiché offre ciò che lo Stato non concede: più libertà, più ricchezza, più sicurezza e meno estorsione, appunto. Stato e Mafia si fanno guerriglia per la supremazia sul territorio, essendo entrambe due entità indipendenti e sovrane.
Per nulla sentimentale ma intenso, Davide Valenti ci insegna che, nonostante tutto, se guardare può essere un atto di fede, nessuno ci obbliga a credere; che i dubbi restano l’unico vero preludio a scarcerare il nostro pensiero da un “perbenismo ipocrita giunto ormai ai massimi storici” (così ha commentato l’operazione un mio amico ignaro all’arte – bersaglio centrato!).
Pensare può essere una cosa meravigliosa. E se è l’arte che ci spinge a farlo, tanto meglio. In fondo, uno dei contributi di tutta l’arte concettuale - da Duchamp in poi, cioè da quasi cent’anni - è farci correre il rischio del piacere del solo e puro pensiero e, se uno dei pregiudizi più coriacei mossi all’arte che fa pensare è la debolezza o scarsa piacevolezza estetica, ci siamo: il progetto di Valenti si è assunto in seconda linea anche queste accuse.
In fondo, le estetiche non si inscrivono in canoni da almeno più di un secolo, e può accadere di esaltarsi di fronte a dei tabelloni pubblicitari, pieni di mordaci inadeguatezze da affrancarne il pubblico.
Davide Valenti
MAFIA, UN ALTRO MONDO. PRIMA PUBBLICITA’ DEL MALE.
Dal 19 Marzo al 30 Aprile 2011
Galleria Placentia Arte
Via Scalabrini 116 – Piacenza
www.placentiaarte.it
Didascalie: Davide Valenti, Mafia. Un altro mondo. Più ricchezza (2011) Stampa digitale su carta blueback su tabella murale in ferro, 146 x 103 cm
Davide Valenti, Mafia. Un altro mondo. Più libertà (2011) Stampa digitale su carta blueback su tabella murale in ferro, 146 x 103 cm Davide Valenti, Mafia. Un altro mondo. Più sicurezza (2011) Stampa digitale su carta blueback su tabella murale in ferro, 146 x 103 cm Davide Valenti, Mafia. Un altro mondo. Meno estorsione (2011) Stampa digitale su carta blueback su tabella murale in ferro, 146 x 103 cm
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