RELOAD AN EMPTY SPACE
Riempire vuoti, urbani e culturali. SeroxCult saluta Reload Roma
di Fabiola Palladoro
L’officina più attiva di Roma sta per chiudere i battenti. Dopo due mesi di mostre, conferenze, performances, esperimenti espositivi, incontri e tavole rotonde, in via Ghisleri, zona Pigneto, torna nuovamente il silenzio.
Agli inizi di Gennaio inaugurava Reload Roma: un’ex officina meccanica di oltre 3000 mq ora trasformata in officina artistica, un laboratorio creativo che vuole concentrarsi principalmente sulla sperimentazione, l’incontro, il dialogo, e su tutto ciò che solitamente manca ai luoghi classici dell’arte. Proprio questa “inadeguatezza” dello spazio dà il carattere e la sostanza a tutto il progetto, trasmettendo, agli eventi e al pubblico, energia e familiarità immediate.
Il progetto è stato ideato e diretto da Gian Maria Tosatti, da sempre fautore di un lavoro costantemente in bilico tra arte e architettura, affamato di luoghi carichi di passato, opachi, visibilmente consumati ma magnetici, come lui stesso li definisce.
Il recupero di spazi desueti, depauperati, abbandonati, è ormai prassi in tutta Europa e negli Usa: interi quartieri e località desolate vengono occupate da artisti, gallerie e musei, ricevendo così nuova luce e nuova vita. In Italia, ovviamente, queste proposte sono ancora viste come realtà underground o come qualcosa per giovani scapestrati senza troppa credibilità. L’idea sviluppata in Reload metterà a tacere ogni critica.
Nel concreto, le diverse attività si sono divise per spazi e discipline: Share, l’area più grande, al piano terra dell’officina, è stata modificata e reinterpretata da diversi curatori e artisti che in questo periodo hanno ruotato nello spazio proponendo, di volta in volta, le loro personali interpretazioni espositive; Tunnel è un percorso fisico e mentale che, attraverso riflessioni e confronti settimanali con vari giovani curatori, ha provato a traghettare l’arte romana dai problemi storici a nuove soluzioni di curatela ed esposizione; Perform è la sala al terzo piano dell’edificio, interamente dedicata a performances artistiche dove tutto è possibile - quindi descriverla sarebbe inutile e insensato.
L’esperimento Reload concluderà le sue ricerche i primi di Marzo ma, prima di abbassare il sipario, ci sarà un ultimo lunedì inaugurativo, il 28 Febbraio, quando saranno presentati gli ultimi ospiti: Enrico Vezzi con la mostra Il principio di realtà, curata da Angel Moya Garcia e Gianni Piacentini, e la sua performance Partita bianca.
Infine, il 10 Marzo sarà la volta dell’evento riepilogativo che vuole valutare e ripercorrere tutto quello che si è visto in questi mesi; una tavola rotonda aperta al pubblico, alla quale saranno invitate diverse personalità delle istituzioni locali, culturali e imprenditoriali.
Ora che questa esperienza sta per terminare, possiamo decisamente dichiarare che Reload è un progetto pienamente riuscito e ben strutturato. Colmare i vuoti non è mai facile, ma in questo caso le promesse sono state mantenute e gli obiettivi raggiunti. Le opere, le idee e le parole hanno riempito lo spazio. Esperimenti artistici innovativi e sostanziosi hanno saziato gli occhi del pubblico. E nuovi fermenti creativi hanno soddisfatto le speranze della giovane arte romana.
RELOAD ROMA Ideatore e Direttore Gian Maria Tosatti Coordinamentore organizzativo Luigi Coluccio Collaborazione all’organizzazione Paola Caridi Foto Elettra Mallaby Capo tecnico Massimiliano Giuliani Main partner dell’iniziativa Gruppo Rosati Partner per la comunicazione Sup3rstudio La didattica è a cura di: Giovanna Cozzi, Valeria Di Biase, Silvia Garzilli, Paola Lagonigro, Rossella Natale http://www.reloadroma.com
Didascalie Windows, detail - Reload 2011, Roma Perfomance, detail – Reload 2011, Roma – courtesy Gianni Piacentini Tunnel, detail - Reload 2011, Roma
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