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“LALTRAFRICA” di Rita Portoghese |
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Martedì 14 Ottobre 2008 00:00 |
“LALTRAFRICA” UNO SGUARDO SU ARTE E CULTURA SUB-SAHARIANA Bari, fino al 12 Ottobre 2008 di Rita Portoghese
pubblicato il 14/10/08
Troppo spesso abituati a guardare senza ben vedere chi ci sta intorno, abbiamo ormai perso la voglia di incontro con il vicino. Un vicino che, sovente, non è un nostro simile, e, come accade quotidianamente, si ha paura del diverso. La mostra “Laltrafrica”, svoltasi nella sala Murat di Bari, nasce su iniziativa di padre Gianni Capaccioni, missionario comboniano, in collaborazione con l'assessorato alle culture del Comune di Bari e l'assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e allestita a cura del Centro Interculturale Abusuan. La mostra si svolge in occasione della XVIII edizione del Balafon Festival (festival di immagini, musiche e colori di altri mondi che si propone come un momento di incontro e di scambio fra identità culturali differenti cercando di ampliare gli orizzonti conoscitivi di ciascuno), si coniuga bene con i concetti di confronto, tolleranza e conoscenza.
Attraverso tele e sculture di vario genere, si cerca di approfondire la conoscenza della cultura sub sahariana, tanto diversa dalle nostre tradizioni. La particolarità della mostra è la presenza di numerose maschere. Nella cultura africana il termine “maschera” assume molteplici sfaccettature e in particolare si va oltre il significato vero e proprio del termine: non si intende infatti solo l’elemento decorativo atto a ricoprire il volto. Nella mostra sono presenti maschere che comprendono l'insieme del costume, che spesso nasconde perfino le mani e i piedi del portatore, e gli accessori che questi indossa o tiene in mano. Ci sono quelle monumentali wimba e baya che possono raggiungere i 60kg ma anche quelle miniaturizzate, dei Lega e dei Dan, che raggiungono solo pochi centimetri.
I pezzi esposti fanno parte di collezioni private, messe a disposizione per fini benefici, e vengono soprattutto dal Cameroun, Congo, Nigeria, Benin, Gabon, Golfo di Guinea, Costa d' Avorio e Burkina Faso. I soggetti privilegiati delle sculture sono le varie commistioni di forme umane e animali, che richiamano, secondo la tradizione, sembianze divine. La cultura tradizionale Africana dipende essenzialmente dal concetto della famiglia e del gruppo etnico. Oggi gli immigrati africani in Italia sono circa 600.000 e si è già arrivati alla formazione di una seconda generazione di immigrati nati e cresciuti in Italia. La mostra si prefigge l’intento quindi di mostrare il continente africano in forme diverse da quelle solitamente adottate, e di avvicinarci ad esso. “LaltrAfrica” Sala Murat (Piazza del Ferrarese) - Bari Svoltasi dal 4 al 12 ottobre 2008
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