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SAPERE NON SAPERE INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI di Carlo Sala

pubblicato il 30/04/2010 In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.
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 Colophon 2009 - International Magazine Symposuim Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.
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CITTÀ NEL MARE Il Seasteading Institute e le piattaforme galleggianti di Naima Naspi
pubblicato il 26/09/2009 L’architettura, chi la conosce lo sa, non è solo tirar su condomini, scuole, e villini. Non è solo il cumulo di nozioni necessario a tirar su edifici capienti e funzionali. È anche, e soprattutto, ovviamente nella migliore delle ipostesi, sogno, politica, sperimentazione. È il pensare a città nuove, ad un mondo nuovo, e cercare di realizzarli, convinti che gli edifici sono destinate a modificare la vita delle persone che vi abiteranno. È anche sognare, appunto, e cercare di realizzare ciò che sembra solo fantascienza: come nel caso dell’organizzazione no-profit Seasteading Institute, gestito da guru dell’economia, della tecnologia e dell’ingegneria, provenienti da grandi aziende come Paypal, Google o Sun Microsystems. Il Seasteading, fusione tra le parole “sea” e “homestead” (fattoria), è il concetto di creare residenze permanenti sul mare, ovvero le “seasteads”, fuori dalle acque territoriali di tutti gli stati.
Comunità autonome in pieno oceano, quindi: un’idea di forte impatto politico, di estremo libertarismo, ma anche ambientale ed economico. Come è stato dichiarato in occasione della prima conferenza annuale svoltasi nell’ottobre di quest’anno, il Seasteading Institute non si concentra tanto sulle nuove forme di politica possibili, quanto sull’alto grado di innovazione delle piattaforme, e sugli elevati margini di profitto che può offrire l’oceano. Il mare costituisce infatti, com’è noto, il 70% del globo terrestre, e attualmente non ha ancora alcun valore immobiliare: non ci vuole un genio dell’economia per comprendere quale sia lo scopo dell’ istituto, del suo sostenitore Peter Thiel (un co-fondatore di PayPal), di Patri Friedman (nipote del premio Nobel in economia Milton Friedman), e degli altri illuminati componenti. Ma, tralasciando qui il fattore economico, concentriamoci su quello estetico e architettonico, e sul progetto di Marko Järvela: l’architetto estone dell’Hirvesoo Arhitektibüroo ha infatti vinto il primo premio per la categoria estetica del primo concorso di progettazione per stazioni sul mare indetto dal Seasteading Institute. Alla domanda “Può il mare o l’oceano offrire luoghi abitabili in modo sostenibile per l’umanità del futuro?”, Järvela risponde con il progetto “SESU Seastead” (SELf-SUstained seastead), in cui dimostra come è possibile trovare una soluzione di vita sostenibile «sul bordo dell’utopia» come afferma egli stesso, e come una comunità autosufficiente possa vivere sul mare o sull’oceano senza alcun problema.
La piattaforma marina autosufficiente SESU Seastead di Järvela, infatti, prevede l’utilizzo di tecnologie solari passive, e la suddivisione degli spazi interni in zone con temperature differenziate per funzioni diverse, tra le quali l’abitazione e la coltivazione di ortaggi. La vegetazione è ovviamente prevista in tutta la piattaforma, con funzione sia di rifornimento di derrate, sia come regolatore del clima. Il progetto di Järvela ha dovuto sfidare e superare ostacoli per creare spazi di vita e di lavoro in un ambiente che mette alla prova corpo e mente per i propri abitanti e che incoraggia esigenze realistiche come la gestione delle risorse energetiche. Soddisfacendo la richiesta del gruppo di investitori, interessati anche allo sviluppo di un’estetica accattivante, Marko Järvela, basandosi sul quadro tecnico pensato dalgi ingegneri del Seasteading Institute, ha sviluppato il progetto di una serie di isolotti arrotondati, coperti di vetro, simili a serre, dalla forma morbida e leggera, al cui centro è prevista una sorta di piazza in cui gli abitanti dell’isola del futuro andranno a fare una passeggiata o a fare shopping. Trovando pesce fresco, indubbiamente.
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