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SAPERE NON SAPERE INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI di Carlo Sala

pubblicato il 30/04/2010 In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.
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 Colophon 2009 - International Magazine Symposuim Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.
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HEMEROSCOPIUM HOUSE
Un esperimento di fisica a Madrid
redazione seroxcult

pubblicato il 13/06/09
Passeggiando per le vie dell’hinterland madrileno, ci si può imbattere, da poco meno di un anno, in un ampio prato curato, circondato da una recinzione, interrotto da rari alberi e cespugli, da una liscia superficie di cemento, e da una strana struttura dall’aspetto incompiuto e sbilanciato, più simile ad un accumulo provvisorio di materiali da costruzione che ad un’abitazione.
È l’esperimento coraggioso ed affascinante di Antón García-Abril, che per l’ Ensamble Studio ha progettato, in collaborazione con Elena Pérez, Débora Mesa, Marina Otero, Ricardo Sanz, Jorge Consuegra, la Hemeroscopium House, realizzata a Madrid.

Come spiega García-Abril, l’ideatore dell’ardito progetto, «per i greci Hemeroscopium è il posto dove tramonta il sole, l’allusione ad un luogo che esiste solo nella mente, a livello sensoriale, mai soggetto a cambiamenti, eppure reale. Un luogo delimitato dai punti dell’orizzonte, da limiti fisici, dalla luce. Casa Hemeroscopium abbraccia uno spazio domestico ed un orizzonte distante. Ciò avviene attraverso una singolare composizione di strutture, apparentemente instabile, che racchiude gli spazi abitativi consentendo al tempo stesso da questi una evasione visiva. Strutture pesanti, disposte in modo da sfidare la forza di gravità».
Dopo una lunga fase di progettazione, ed oltre un anno di complessi calcoli ingegneristici, la Hemeroscopium House è stata costruita, incredibilmente (e non solo per i tempi italioti), in soli sette giorni. Una rapidità resa possibile dal fatto che la struttura è composta di sette elementi prefabbricati facilmente assemblabili.

Come specifica il progettista, infatti, «il modo in cui le strutture sono sovrapposte l’una sull’altra disegna un’elica che, poggiata su un supporto stabile, si sviluppa verso l’alto in una sequenza di elementi che diventano più leggeri man mano che la struttura cresce in altezza, fino ad un punto in cui si chiude il sistema di equilibrio. Sette elementi in tutto. La semplicità della loro combinazione cela in realtà lo sviluppo di calcoli molto complessi che hanno impegnato gli ingegneri dello studio in un anno di lavoro. Solo sette giorni sono stati invece sufficienti per la costruzione. Ciò è stato possibile grazie all’utilizzo di soli elementi prefabbricati e ad un lavoro di assemblaggio perfettamente coordinato».

La combinazione dei giganteschi elementi strutturali genera uno spazio architettonico in cui convivono e si avvicendano pesantezza e levità, stabilità ed apparente mancanza di equilibrio: contrasto e sbilanciamento sottolineati dal fatto che le lunghissime e pesantissime travi hanno pochi e fondamentali punti di contatto e di appoggio.
Basato sul principio elementare della leva, il progetto reinterpreta il concetto di peso sfruttandone efficacemente il potenziale estetico.
Integra e riequilibra l’intero sistema un blocco in granito di 20 tonnellate, che oltre ad assolvere la funzione di contrappeso concretizzandosi come punto di massimo equilibrio della complessa struttura (“Punto G”, come lo chiamano con molta ironia i progettisti di Ensamble Studio), diventa un elemento di plusvalore estetico.
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