IL MONOLITE/MòNITO DI PASSO DEL ROMBO
Pass Museum, di Werner Tscholl Architetti
di Maria Garon Gentili
Il Pass Museum (Museo del Passo) è una creazione della Werner Tscholl Architetti, facente parte delle numerose opere architettonico-scultoree nate all’interno del progetto Timmelsjoch Experience a Passo del Rombo, in Trentino-Alto Adige.
Tale progetto si disloca intorno ad un lungo ed antico sentiero mercantile che attraversava le montagne dell’Austria. Il programma progettuale ha previsto la nascita di una serie di sculture/architetture che illustrano i vari aspetti economico-sociali e storico-culturali della Regione, culminanti proprio nel Museum.
Quest’unica strada, in passato mulattiera, congiunge la valle Passeiertal con la valle Ötztal. Anticamente, le due valli racchiudevano zone molto diversificate tra loro, ma nel corso di un millennio sono mutate, evolvendosi al punto tale da avvicinarsi. Si è perciò arrivati ad un superamento del limite naturale, raffigurato dalle montagne stesse.
Dalla Timmelsjoch Experience ne deriva un percorso costellato da realizzazioni che riformulano il paesaggio marcandone le doti naturalistiche e storico-culturali.

Il museo-monolite poggia come un ideale bozzolo ricolmo di fatiche e speranze pionieristiche sul versante nord-tirolese, affacciandosi verso sud, in bilico tra i due luoghi. Internamente, i rimandi concettualizzati nella forma di masso solitario, sfaccettato dalle intemperie, si concretizzano nella Ice Cave, mostra-tributo alle gesta degli esploratori, i pionieri appunto, di High Alpine Road, e alle loro spesso incredibili imprese.
 
Potremmo definirlo un monolite-monito dunque, per ricordare chi ha tentato di attraversare e sfidare i confini naturali, senza mancar però loro di rispetto.
La struttura è spigolosa, massiccia, contraddittoria e, in fondo, anche brulla, coerentemente con il contesto in cui sorge. La costruzione con cantilever (travi a sbalzo) la rende un’opera ovviamente protesa in avanti, ma non solo: sembra che il Pass Museum stia fermo per puro caso fortuito, in balia della prima tempesta, mentre cerca un appiglio momentaneo prima di scivolare lungo i pendii imbiancati.
Aggettante sul glaciale sfondo, ne permette comunque una visibilità costante grazie alla doppia apertura ed al continuum degli spazi. La scelta dei materiali (oltre alla robusta scocca contenitrice, c’è molto vetro riflettente - volutamente - il paesaggio circostante), delle modulazioni degli stessi e delle dilatate luci interne, vuole riprendere la matrice borderline del panorama montano che lo custodisce, ai limiti della vivibilità e dell’accoglienza.
Eppure, l’inospitalità di queste terre ha comunque permesso azioni insigni di viaggiatori avanguardisti e, oggi, le testimonianze di questa costante competizione sono finalmente racchiuse e visibili nella dura scorza del Pass Museum.
www.werner-tscholl.com
Articoli correlati
-
NESSUN TERRITORIO È PERDUTO
13esima Mostra Internazionale di Architettura di Venezia: Common Grou...
-
SALIRE, RICOSTRUIRE, RISORGERE
Gian Maria Tosatti, Testamento - devozioni X | a cura di Alessandro ...
-
I TETTI DI PARIGI
di Laura Collinoli
Sono i tetti ad incantare di più. Già, i tetti. Tutti ugua...
-
“INSPIRED SPACE FOR INSPIRED LEARNING”La nuova sede newyorkese della Cooper Uniondi Naima Naspi ...
-
IL VERDE DELLA GRANDE MELALa High Line è diventata la Greenwayredazione seroxcultpubblicato il 14/1...
Condividi
|
lascia un COMMENTO