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THE BIRD’S NEST Lo Stadio Nazionale Olimpico di Pechino di Herzog & de Meuron redazione seroxcult
pubblicato il 06/08/08 Mancano solo due giorni all’inizio delle Olimpiadi di Pechino 2008, che non hanno mancato di destare polemiche e attenzione ancora prima di iniziare: polemiche perché dai più non è considerata accettabile la politica cinese soprattutto nei confronti del Tibet; attenzione perché lo spiegamento di forze, e gli sforzi di questo immenso paese per guadagnare il rispetto del resto del mondo lo hanno portato a “fare le cose in grande”, costruendo un mastodontico Parco Olimpico. All’interno del parco, spiccano due edifici emblematici, di cui non possiamo evitare di parlare: il National Aquatics Center, l'impianto che ospiterà il nuoto, il nuoto sincronizzato e i tuffi, noto come il "cubo d'acqua", e lo Stadio Nazionale, sede che ospiterà le cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi, gare di atletica, e le partite finali olimpiche di calcio, fin dall’inizio ribattezzato “il Nido”.
È in particolare su quest’ultimo che si punteranno gli occhi del mondo tra due giorni, e perciò sembra opportuno raccontarne un po’. Il “Nido”, inaugurato il 18 aprile, è un progetto degli architetti svizzeri Herzog & de Meuron, i quali, dopo una laurea conseguita presso la Harvard University e l’EHT di Zurigo, passata una prima fase ispirate al minimalismo dell'artista Donald Judd, sono approdati al successo soprattutto grazie alla famosa conversione della stazione elettrica di Bankside a Londra nella Tate Modern, ed alla realizzazione della Allianz Arena di Monaco di Baviera. I due architetti si sono occupati della progettazione dello Stadio in collaborazione con lo studio ArupSport, con il China Architecture Design & Research Group e con l'artista contemporaneo Ai Weiwei. “The Bird’s Nest” ha come principale caratteristica la sua copertura, indipendente dalla struttura interna, che rende lo stadio paragonabile, appunto, ad un nido d'uccello. Essa infatti si presenta come una mastodontica griglia di elementi d'acciaio chiusa da uno strato di materiale semi-trasparente, e tra l’altro dispone di un sistema di recupero dell'acqua piovana e di protezione dell'interno dal vento. Il progetto prevedeva anche una sezione mobile, che rendesse lo stadio un'arena chiusa in caso di necessità, ma la sua costruzione fu abbandonata a causa dello sforzo economico eccessivo che stava richiedendo e per problemi di sicurezza, dovuti alla maestosità del progetto.

Tutta la struttura è ricoperta da due strati di materiale traslucido: l’EFTE (lo stesso materiale utilizzato per il Water Cube di Pechino). Questo materiale, dalle prestazioni sorprendenti (una delle tante è che quando brucia non emette nè fuoco nè fumo), è utilizzato sia come membrana protettiva resistente agli agenti atmosferici, sia come isolante acustico. Anche all'interno il “Nido” si presenta in maniera particolare: i 91.000 posti a sedere di color terracotta fanno pensare all'interno di un vascello, e la sua copertura, costituita da una struttura mobile, è priva di pilastri di sostegno che intralcino la vista favorendo un'ottima visuale da ogni postazione. I percorsi interni sono “segnati” da elementi in ardesia, intervallati da boschetti di bamboo, blocchi in pietra e piccoli giardini coperti. In questa architettura, in cui facciata e struttura coincidono, l’effetto visivo è sorprendente, nonostante la semplicità e l’essenzialità dell’idea. Il piazzale all'esterno dello stadio è suddiviso in 12 sezioni, ognuna caratterizzata da uno dei dodici animali della cultura tradizionale legati al calendario lunare cinese, per cui gli spettatori potranno orientarsi con facilità per accedere alla sezione corrispondente al proprio biglietto. L'interno dello stadio può ospitare 91.000 spettatori tutti con posto a sedere coperto, che diventeranno 80.000 al termine dei Giochi olimpici, dopo dei lavori di ridimensionamento. Lo stadio occupa una superficie di 250.000 m2, è largo 220 metri, lungo 330 metri e raggiunge con la copertura i 69,2 metri di altezza, pur essendo la pista di atletica sotto il livello del terreno.
Uno stadio che probabilmente farà storia nel campo delle strutture sportive… E che già lo sta facendo nel piccolo-grande mondo dei Lego: un gruppo di fanatici di Hong Kong ha ricostruito il Parco Olimpico di Pechino 2008 in miniatura, usando i Lego, a cominciare dal Bird’s Nest. Una delle tante sfaccettature della passione sportiva…
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