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IL VERDE DELLA GRANDE MELA La High Line è diventata la Greenway redazione seroxcult
pubblicato il 14/10/2009 Dal 1980, da quando cioè vi è passato l’ultimo treno, la High Line, antica sopraelevata che si snoda tra i palazzi di Manhattan, non era più utilizzata. Famosa in tutto il mondo per essere comparsa in decine di film, questa linea ferroviaria sopraelevata messa in funzione nel 1934, era destinata al trasporto merci dal Meatpacking District fino alla West 34th street: un nastro d'acciaio e cemento sospeso all’altezza di un secondo piano, che riforniva la città di latte, carne e materiale da costruzione. Dagli anni Sessanta la High Line è stata gradualmente sempre meno utilizzata, in alcuni tratti è stata demolita, in altri è crollata, stranamente ignorata dalle autorità, mentre la natura si è progressivamente riappropriata del suo spazio, coprendo molte zone di vegetazione. Quando poi si è iniziato, dopo anni di disuso, a considerare cosa fare di quello spazio, molti cittadini di Manhattan, guidati da Joshua David e Robert Hammond, hanno creato il movimento dei Friend of the High Line, e si sono aspramente battuti affinchè quella striscia di verde spontaneo che dava ossigeno alla città non fosse eliminata.

E, anche grazie al sostegno di star del calibro di David Bowie, Glenn Close, Kevin Bacon, Ed Norton, tutti orgogliosi abitanti di Manhattan, i Friend of the High Line hanno vinto. Qualche anno e 150 milioni di dollari dopo, infatti, l’High Line è diventata Greenway, la strada verde.
All’inizio dell’estate 2009, il sindaco di New York Michael Bloomberg ha inaugurato la prima sezione del parco: 800 metri di vegetazione boschiva, orti botanici, rampicanti, e alcune zone completamente selvatiche. «Invece di distruggere questo pezzo della nostra storia, abbiamo deciso di trasformarlo in un parco assolutamente innovativo» ha dichiarato il sindaco alla cerimonia di inaugurazione di quello che è stato già ribattezzato dai newyorkesi “Park on the Sky”, e che rappresenta solo una parte del futuro parco. 
A realizzare il raffinatissimo progetto architettonico della Greenway –o “agritettonico”, nuovo termine che indica l’auspicato matrimonio tra l’architettura e l’agricoltura- è stato lo studio Diller Scofidio + Renfro, che, in collaborazione con Field Operation, ha creato un elegante mix di vegetazione selvatica e non e linee industriali, in cui le tavole di legno della pavimentazione arginano la vegetazione e a tratti si sollevano per diventare panchine, dove sono previste aree relax con chaise longue, percorsi botanici, ringhiere ricoperte d'edera, balaustre art déco e belvedere. Il tutto, ovviamente, a dieci metri da terra, sospesi sopra al traffico newyorkese. Inoltre, la Greenway rappresenta solo il primo tassello di un più ambizioso progetto, chiamato “Città del Domani“, ovvero la trasformazione della più grande metropoli del mondo in una città verde e più vivibile, realizzando quelle innovazioni di cui tanto si parla: dall’”agritettura”, con tanto di giardini sui tetti dei grattacieli, all’ampio uso di impianti ad energia rinnovabile, fino al recupero di aree industriali dismesse restituendole alla natura, nel rispetto della biodiversità.
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