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“INSPIRED SPACE FOR INSPIRED LEARNING” La nuova sede newyorkese della Cooper Union di Naima Naspi
pubblicato il 19/11/2009 Quando a New York, lo scorso 15 settembre, la nuova sede dell’università statunitense “Cooper Union” ha ufficialmente aperto le porte, più di una persona è rimasta impressionata nel constatare come, per una volta, l’edificio ultimato fosse ancora più suggestivo del rendering. Il 41 Cooper Square, infatti è, a detta di chi l’ha visto, una costruzione di notevole bellezza e suggestione, che dimostra come a volte la capacità e la creatività di un grande architetto, in questo caso Thom Mayne dello studio Morphosis, possano superare le proiezioni ottimistiche degli spesso ingannevoli rendering.
A proposito della nuova struttura, che ospita, coerentemente, le facoltà di Ingegneria, Architettura, Scienze sociali ed umanistiche, e l’Accademia di belle Arti, dallo studio Morphosis chiariscono «Internamente l’edificio è concepito come mezzo per incoraggiare la collaborazione e la comunicazione interdisciplinare fra i tre dipartimenti universitari precedentemente ospitati in strutture differenti». “Inspired space for inspired learning”, quindi, come recita l’azzeccato slogan nella sezione del sito dell’università statunitense dedicato al 41 Cooper Square. Il nuovo campus è un edificio di nove piani snodato attorno ad un atrio centrale, cuore sociale del campus, simile a una piazza verticale collegata da una serie di passerelle che attraversano i vari piani dello stabile e lo collegano alla Third Avenue: un involucro reticolare racchiude la scala principale che si estende sino al quarto piano, attraversando l’atrio centrale. Grazie alla trasparenza della facciata, da fuori è possibile osservare le attività che si svolgono all’interno, in armonia con l’idea di istituzione orientata ad un tipo di educazione aperta e facilmente accessibile; le vetrate favoriscono, oltre all’ apertura dell’edificio verso la città, l’illuminazione naturale.

Il 41 Cooper Square rappresenta anche, come era prevedibile ed augurabile, un esempio di architettura sostenibile: il rivestimento a “doppia pelle” in vetro e acciaio permette di migliorare le prestazioni attraverso il controllo della luce solare, dell’energia, e della ventilazione naturale, fino a raggiungere un’efficienza energetica pari al 40% in più rispetto a un edificio standard. Insieme al vetro e all’alluminio, i pannelli perforati in acciaio disegnano l’involucro dell’edificio, contribuendo a ridurre la propagazione di calore durante i mesi estivi e ad isolare gli spazi interni durante l’inverno. L’atrio centrale interno a tutt’altezza agevola la circolazione d’aria e consente l’illuminazione naturale degli spazi, che risultano essere per il 75% illuminati naturalmente, grazie, come detto, alle pareti vetrate e alla copertura che permette alla luce di entrare e di penetrare fino ai piani più bassi. Non è un caso, quindi, che il campus 41 Cooper Square sia stato il primo edificio accademico newyorkese ad ottenere la certificazione americana LEED, ovvero la più importante e rigorosa autenticazione in materia energetica, emanata dalla Leadership in Energy and Enviromental Design.
www.morphosis.net www.cooper.edu/cubuilds
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