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UN, DUE, TRE… STELLA! Intervista a Max Papeschi di Loredana Barillaro

pubblicato il 06/09/2009 Con le sue manipolazioni, ironiche quanto dissacranti, Max Papeschi mette a nudo una società fatta di miti, di icone talora appartenenti al mondo infantile e che sovente vengono impiegate per occultare l’indole perversa di larga parte della società odierna, intrisa di potere e intenta a camuffare errori e ipocrisie |
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 Colophon 2009 - International Magazine Symposuim Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.
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MILANO - dall'undici marzo al 17 aprile 2010 - GALLERIA CA' DI FRA' - Mario Giacomelli GALLERIA CA' DI FRA' Via Carlo Farini 2 (20154) +39 0229002108 , +39 0229002108 (fax) gcomposti@gmail.com orario: Lunedì - Sabato 10.00 - 13.00/ 15.00 - 19.00 vernissage: 11 marzo 2010. ore 18.00 - 21.00
...nelle mie foto vorrei che ci fosse una tensione tra luce e neri... Prima di ogni scatto c'è uno scambio silenzioso tra oggetto e anima, c'è un accordo perchè la realtà non esca come da una fotocopiatrice, ma venga bloccata in un tempo senza tempo per sviluppare all'infinitola poesia dello sguardo che è per me forma e segno dell'inconscio.... Mario Giacomelli
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VENEZIA – dall’11 al 25 marzo 2010 - FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA - Workshow. Atelier Bevilacqua La Masa 2010 FONDAZIONE BEVILACQUA LA MASA Palazzetto Tito Dorsoduro 2826 30123 Venezia www.bevilacqualamasa.it press@bevilacqualamasa.it Tel. +39 041 5207797 – Fax +39 041 5208955 vernissage: giovedì 11 marzo 2010 ore 18.30. Perfomance musicale Electronic Lounge orari: da mercoledì a domenica 10.30 – 17.30; lunedì e martedì chiuso curatori: Chiara Casarin, Stefano Coletto autori: Ivana Bukovac, Antonio Cataldo, T-Yong Chung, Nicolò Degiorgis, Roberto De Pol, Francesco Fonassi, Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi, Diego Marcon, Caterina Rossato, Giulio Squillacciotti, Sara Francesca Tirelli, Unità di crisi. Artisti Art Enclousures: Kiluanji Kia Henda, Jabulani Maseko
Nella sua sede di Palazzetto Tito giovedì 11 marzo alle ore 18.30 la Fondazione Bevilacqua La Masa apre al pubblico Workshow – Atelier Bevilacqua La Masa 2010, una mostra dedicata al lavoro dei giovani artisti degli atelier e ai due artisti ospiti in residenza del progetto Art Enclousures ideato da Fondazione di Venezia. L’esposizione, in programma fino al 25 marzo, sarà arricchita da incontri e conferenze che proporranno scenari, temi e metodologie connesse alle pratiche dei giovani artisti. Con l’obiettivo di rinnovare il suo più importante intento, la Fondazione Bevilacqua La Masa accresce anche quest´anno l'impegno nei confronti dei giovani artisti e presenta gli assegnatari degli atelier per l’anno 2010. Le nuove dodici promesse selezionate per gli Atelier sono: Ivana Bukovac, Antonio Cataldo, T-Yong Chung, Nicolò Degiorgis, Roberto De Pol, Francesco Fonassi, Alessandro Laita e Chiaralice Rizzi, Diego Marcon, Caterina Rossato, Giulio Squillacciotti, Sara Francesca Tirelli, Unità di crisi Saranno inoltre presenti i lavori degli artisti di Art Enclousures: Kiluanji Kia Henda (Angola) Jabulani Maseko (Sudafrica) I due artisti africani sono ospiti a Venezia grazie al progetto Art Enclosures Confini d’arte Residenze per artisti internazionali a Venezia ideato dalla Fondazione di Venezia e realizzato in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa e con Polymnia Venezia. L’obiettivo della Fondazione di Venezia – la cui iniziativa è arrivata alla terza residenza - è quello di promuovere e valorizzare la figura e l’opera di questi giovani artisti credendo fortemente nell’importanza del dialogo interculturale fra mondi e realtà differenti, favorendone la creatività artistica all’interno del proprio territorio. La mostra Workshow costituisce per la Fondazione Bevilacqua La Masa il primo momento espositivo di un percorso che durerà tutto l'anno e che vedrà nell'attività dei giovani artisti, che hanno deciso di operare e vivere a Venezia, la concretizzazione di uno dei più importanti scopi fondativi dell'istituzione. La pratica degli atelier e delle residenze d'artista, infatti, caratterizza profondamente questa Fondazione ed altre simili nate assai più di recente e presenti a livello nazionale e internazionale. A questa prima collettiva farà seguito, tra un anno circa, la mostra di fine residenza mentre durante questi mesi si succederanno incontri e studio visits da parte di curatori e galleristi provenienti da istituzioni pubbliche e private. La scorsa edizione della mostra, Atelier BLM 2009 che si è conclusa il 20 gennaio 2010, ha avuto luogo presso il centro DOCVA – Viafarini di Milano e ha decretato il successo di un'operazione che vede nei giovani talenti fonte di nuove riflessioni sull' arte contemporanea. Continua la generosa collaborazione creativa con Moleskine, che con i suoi taccuini accompagna gli atelier BLM e contribuisce al progetto per il terzo anno consecutivo. Rinnovato anche l'impegno del Lions Club di Venezia, che offre un appoggio morale ed economico al programma di studio dei ragazzi, con un premio specifico. Nuovo ingresso tra i sostenitori degli studi è Stonefly che, con il progetto "Stonefly cammina con l'arte", ha deciso di promuovere il lavoro dei 12 assegnatari degli studi nel loro percorso formativo offrendo, inoltre, un premio acquisto, che sarà conferito ad un artista degli studi cui sarà commissionata un'opera con lo scopo di interpretare i valori e la filosofia dell'azienda. In collaborazione con Casa del Cinema – Videoteca Pasinetti. Gli aggiornamenti sul programma ATELIER_2010 saranno pubblicati sul sito della Fondazione. Per maggiori informazioni sugli artisti e sulle loro ricerche è possibile scaricare la presentazione dettagliata su www.bevilacqualamasa.it.
Immagini in alta risoluzione disponibili sul sito http://www.studiopesci.it/index.php?show=elenco&id=810 Studio Pesci di Federico Palazzoli Via San Vitale 27, 40125 Bologna Tel. +39 051 269267 – Fax +39 051 2960748 www.studiopesci.it info@studiopesci.it
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ROMA - dall'undici marzo al 30 aprile 2010 – EMMEOTTO - Matteo Basilé - The Saints Are Coming. Last act EMMEOTTO Via Margutta 8 (00187) +39 063216540 , +39 063217155 (fax) info@emmeotto.net www.emmeotto.net orario: da martedì a sabato 11,00-14,00 15,00-20,00 Chiuso lunedì, domenica e nei giorni festivi vernissage: 11 marzo 2010. ore 18 web: wwww.matteobasile.com
Il “nano sulle spalle del gigante” è tornato. Matteo Basilè presenta a Roma una serie di otto scatti del tutto inediti. La nuova produzione chiude un lavoro avviato nel 2006 da uno dei pionieri e massimi interpreti dell’arte digitale italiana. Ultimo discendente di una prestigiosa dinastia d’artisti, i Cascella, Basilè ha sempre inseguito il nuovo nell’arte guardando alla grande tradizione artistica italiana. Passato per il graffitismo, tra gli inventori della Web Art europea, Basilè impagina e costruisce le sue opere come un pittore del Seicento. Anche il nome che si è scelto parla della sua volontà di rinnovare arrampicandosi sulle spalle di un passato straordinario: l’allusione è infatti a Basilio Cascella, pittore dell’800, il capostipite della sua straordinaria famiglia di artisti. Da giovedì 11 marzo va in scena da Emmeotto l’atto finale della rappresentazione digitale ideata da Matteo Basilè per raccontare il Mondo Nuovo, cioè il nostro, gli ultimi sviluppi della civiltà d’Occidente. Chi segue le peripezie visive di Basilè sa bene che l’epopea della nuova razza mutante e dei nuovi santi scaturiti nel terzo millennio da questa parte del pianeta è stata ispirata all’artista dall’incontro con Vladimir Luxuria, filmata passo passo durante l’esperienza della campagna elettorale ai fini della realizzazione di un documentario: L’Eletta (2006). Ora i Sacri Mostri che prefigurano il nostro futuro ritornano vestendo, come sempre nell’arte di Basilè, gli abiti del nostro passato. Perché “siamo nani sulle spalle di un gigante” e quel gigante è la sontuosa, ingombrante, impegnativa tradizione sulla quale non possiamo non arrampicarci per diventare a nostra volta giganti. Vedremo dunque da Emmeotto quattro delle opere più significative della vecchia serie e il suo epilogo: una serie di scatti realizzati a Roma e dintorni che nessuno, al di fuori dell’artista e del suo staff, ha ancora visto nella sua completezza. “ Il mio racconto sul rapporto tra follia e santità non poteva che terminare a Roma.I mostri meravigliosi, gli esseri in transito verso una nuova dimensione incontrati nella prima parte del viaggio cedono ora la scena a creature provenienti dal mondo del “bello” e del “sogno”. Il passaggio è compiuto, la sofferenza della metamorfosi si compone: tra le quinte di una città visionaria e barocca e della sua campagna si aggirano i protagonisti della nuova era. Sono belli ed inquieti, riducono i contrasti del vecchio mondo ad unità coniugando sacro e profano, futuro e tradizione, oriente e occidente”. Da Emmeotto il futuro secondo Matteo Basilè
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FIRENZE – dall’11 al 23 marzo 2010 - GALLERIA DEL CANDELAIO - Giovanni Russo GALLERIA DEL CANDELAIO Via Frà G. Angelico 3r 50121 Firenze www.bottega2000.it/eco ecodarte@bottega2000.it 055.679.042 vernissage: Giovedi 11 marzo 2010 ore 18.00 orari: dal lunedì al venerdì 9,30/12,30 - 15,30/19,00; sabato su appuntamento note: in collaborazione con la rivista Eco d'arte moderna
Si inaugura giovedì 11 marzo alle ore 18 alla Galleria del Candelaio di Firenze (Via Frà G. Angelico 3/r) la personale di disegni dell’artista trevigiano Giovanni Russo. L’esposizione, organizzata in collaborazione con la rivista Eco d’arte moderna, terminerà martedì 23 marzo. Giovanni Russo è nato a Treviso, vive ed opera a Ponzano Veneto (Tv). Artista di formazione autodidatta, si è dedicato alla pittura e al disegno sin da giovanissimo rafforzando la propria conoscenza artistica frequentando studi, gallerie e musei. Attivo sin dalla fine degli anni Settanta ha allestito personali e partecipato a numerose rassegne e premi nazionali ed internazionali ottendendo importanti riconoscimenti. Di rilievo il Fiorino d'argento ottenuto al "Premio Firenze" 2009.
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ROMA - dall’11 marzo all’11 aprile 2010 - TEATRO PALLADIUM - Orodè Deoro - L’incredibile bene TEATRO PALLADIUM Piazza Bartolomeo Romano 8 Roma www.nufactory.it info@nufactory.it tel. 333 2904378 vernissage: 11 marzo alle 18:00 orari: dalle 17:00 alle 21:00 curatori: Christian Omodeo note: Ingresso gratuito su prenotazione info@nufactory.it
Dopo i disegni su Moleskine di Chiara Fazi e le fotografie in bianco e nero di Sveva Taverna, la stagione espositiva del 2010 del teatro Palladium prosegue con la prima personale romana dell’artista salentino Orodè Deoro. NUfactory ha invitato ad esporre presso il teatro Palladium il pittore e mosaicista Orodè Deoro per offrire al pubblico romano un momento di confronto con uno degli artisti più promettenti del panorama italiano, in una programmazione altrimenti pensata per valorizzare le energie creative dei giovani artisti della capitale. Con un progetto ispirato al lavoro di Carmelo Bene (1937-2002) del quale ricorre proprio il 16 marzo prossimo l’ottavo anniversario della scomparsa, Orodè Deoro offre un suo personale omaggio al grande attore, drammaturgo e regista salentino. La mostra sarà anche l’occasione per il pubblico romano di scoprire la particolare tecnica a mosaico fragmentart ispirata allo stile di maestri quali Antoni Gaudì e Friedensreich Hundertwasser, con la quale Orodè Deoro realizza le sue opere. Una ricerca formale di matrice espressionista che nasce e si nutre nel rapporto con questa particolare tecnica, nella certezza che, come diceva Gino Severini, « nella materia è nascosta quella "sensibilità" che permette al mosaico di uscire dall'anonimato della decorazione, per essere elevato ad Arte fra le Arti, al suo utilizzo cioè come forma espressiva di Arte autonoma ».
In occasione dell'inaugurazione della mostra, giovedi 11 marzo, Orodè Deoro si esibirà nella performance pittorica « Grazia De' Fiori », ispirata al poema di Carmelo Bene «‘l mal de’ fiori». La sua performance sarà accompagna dalle musiche e dalle letture di alcuni passi de «‘l mal de’ fiori», a cura del poeta Simone Giorgino e dell’attore Simone Franco.
BIO ARTISTA Orodè Deoro è nato a Taranto nel 1974. Artista autodidatta, intraprende degli studi di Filosofia a Perugia, che abbandona nel 2000 per trasferirsi nella casa-museo del pittore e scultore Vincent Maria Brunetti a Guagnano in provincia di Lecce. In circa tre anni, Orodè decora circa 250 mq di superficie con mosaici nei quali accosta i materiali più diversi, dalla ceramica ai sassi, dagli specchi alle luci elettriche ed alla pittura. Gli interni e gli esterni di questa casa sono completamente trasfigurati dal suo intervento e questa casa-museo, vero collezione a cielo aperto della sua arte, è oggi liberamente visitabile. Ha partecipato a partire dal 2002 a più di trenta mostra a livello nazionale ed internazionale con opere in tecnica mista, nelle quali associa pittura e mosaico. Questa tecnica che lui stesso battezza Fragmentart è oggi direttamente visibile sul web, all'indirizzo www.fragmentart.it Sue opere permanenti sono realizzate in occasione di alcuni festival artistici. Nel 2002 a Parabita, in provincia di Lecce, partecipa al Primo Festival delle Arti Integrate Chiamal’arte. Nel 2008 e nel 2009, lavora invece ad Arcevia, in provincia di Ancona, in occasione della prima e della seconda edizione di Ar(t)cevia- International Art Festival. Sperimentatore instancabile, Orodè Deoro è anche conosciuto per le sue performances pittoriche, che documenta e pubblica sul suo canale Youtube, sadgold. Nel 2009, le sue opere iniziano a fargli ottenere i primi riconoscimenti. Si classifica secondo nella sezione pittura del Premio Nazionale Enzo Fani, mentre la sua opera pittorica è la più votata online tra quelle iscritte al Premio Celeste.
NUfactory è un’associazione culturale nata nel 2006 con l’intento di valorizzare i fermenti artistici presenti sul territorio cittadino attraverso una formula innovativa e in continua evoluzione, lontano da schemi di proposta culturale convenzionali, ma cercando nuove proposte rivolte ad un target, giovane, interessato e che non ama sentirsi catalogato. Nel corso dei suoi due anni NUfactory ha portato i suoi format in alcuni dei centri aggregativi più significativi della scena romana: Angelo Mai, Brancaleone, Crudo Roma, Hotel Boscolo Borromini, Rialtosantambrogio, Spazio Novecento, Teatro Palladium. La stagione espositiva dell’anno 2009/2010 è intitolata INSIDE ART e si svolgerà tra il foyer del Teatro Palladium, gli spazi espositivi del Brancaleone e la galleria RGB46 di Testaccio.
NUfactory Associazione Culturale www.nufactory.it info@nufactory.it
Social network: www.myspace.com/nufactory www.youtube.com/nufactory www.facebook.com/NUfactory www.flickr.com/photo/nufactory
Ufficio Stampa NUfactory Jacopo Manganiello Jacopo.mang@hotmail.it Cell. 339/1798650
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ROMA – dall’11 al 17 marzo 2010 - REBACCO WINE + ARTS SHOWROOM - Sabrina Ortolani - Habitat REBACCO WINE + ARTS SHOWROOM Via Pomezia, 12 (Metro Re di Roma) Roma www.rebacco.net gaetanominaya@yahoo.it www.artrehab.net info@artrehab.net vernissage: ore 19.30, accompagnato da un aperitivo curato da Rebacco. orari: tutti i giorni dalle 12.00 alle 02.00. curatori: Alessia Cervelli, Sara Feola
Per questo terzo appuntamento, Art Rehab e Rebacco Wine + Arts Showroom propongono la personale di incisioni dell'artista Sabrina Ortolani, dal titolo “Habitat”. La produzione artistica di Sabrina Ortolani si divide tra la pittura e l'incisione, entrambe dominate da scenari urbani contemporanei caratterizzati da un costante senso di desolazione e di abbandono. Case, fabbriche, ingranaggi, snodi, macchine prossime alla demolizione si traducono in volumi compatti che si alternano ai vuoti, a formare una sorta di gabbia soffocante e opprimente, rigorosamente spogliata di qualunque presenza umana, sebbene tutti i soggetti raffigurati ne siano la traccia e il prodotto. La città che Sabrina Ortolani rappresenta è quella della tangenziale che si insinua possente tra i grandi palazzi di periferia, quella dei rottami o delle betoniere e delle cisterne che lavorano incessantemente per poi cadere in disuso. Sono testimonianze della nostra epoca, fatta di tempo che si consuma in fretta e di sguardi a cui è interdetto perdersi nell'orizzonte, bloccati come sono da volumi urbani troppo grandi eppure caratterizzati da un fascino silenzioso. E di fascino sono cariche le incisioni presenti in mostra, in cui Sabrina Ortolani recupera una tecnica antica per raccontare i tempi moderni. Con le loro cromie metalliche, queste immagini sembrano suggerire l'idea di un'atmosfera sulfurea, evocando materialmente il cemento, l'acciaio e il rame della città.
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LECCE - dal 10 al 18 marzo 2010 - EX CONVENTO DEI TEATINI - Silvia Beccaria - Aracne. Tra mito e contemporaneità EX CONVENTO DEI TEATINI Corso Vittorio Emanuele II (73100) orario: ore 17,00/22,00 vernissage: 10 marzo 2010. ore 18 email: lealidipandora@libero.it web: www.artmajeur.com/lealidipandora/
Mercoledì 10/18 marzo – ore 19,30 - MOSTRA: “Aracne tra Mito e storia” di Silvia Beccaria esponente della Fiber Art. Interventi di Ivan Serra, Ambra Biscuso Venerdì 12 marzo - ore 19,30 - INCONTRO: Parliamo della Storia della tessitura artigianale salentina. Relatori: Maria Grazia Anglano, Rossella Barletta, Alessandro Laporta, Maurizio Nocera, Maria Cristina Rizzo – Coordina Ambra Biscuso Domenica 14 marzo ore 19,30 - PERFORMANCE: “N_essere” a cura dell’Officina della Parola con: Ambra Biscuso, Daniela Cecere, Antonella Cucurachi, Rosanna Gesualdo, Claudia Ingrosso, Nino Palumbo, Tani Palumbo, Grazia Riccardo, Monica Taveri Gli abiti sono stati messi a disposizione da Siddharta Nei giorni 11, 13, 15 dalle 19,30 alle 20,00 laboratorio interattivo con il pubblico: Sul filo del Racconto Apertura mostra 17,00/22,00- ingresso libero Il mito di Aracne lega la dea Atena al ragno, in molte mitologie è legato ai miti della creazione. Il ragno tesse la tela creando il proprio mondo e attende al suo centro lo svolgersi degli eventi. Il ragno tira, dunque, le fila della creazione. Di genesi si parla nelle opere di Silvia Beccaria, esponente della “Fiber art” (nome con cui si designa dagli anni 60 la produzione artistica caratterizzata dall’impiego di fibre naturali e/o artificiali), in perfetta simbiosi tra mente e mani, dove la fibra sia essa lana, gomma, carta, metallo o plastica è lo strumento linguistico con il quale Silvia concepisce e dà luce alla sua idea traducendo ciò che la mente e il cuore le suggeriscono rendendo visibili le sue emozioni e i suoi stati d’animo. Scrive di lei Ivan Serra: Silvia Beccaria costruisce la sua personale lingua, trasformando in grafemi i materiali così selezionati, rimescolandoli fra loro con la grammatica del telaio – machina costruens rigorosa e tecnicamente ingabbiante, e dunque in grado di sprigionare creatività e fantasia filtrata ed esaltata da un meticoloso rigore operativo e da una straordinaria perizia tecnica – ed ottenendone così le opere/testi con cui crea/racconta/dispiega la sua personale visione e ridefinizione del mondo. Lingua, e dunque testi, che sono tanto severi nel metodo di costruzione quanto raffinatamente lievi e poetici nei risultati. La fiber art, scrive Gabriella Anedi, è figlia delle avanguardie dadaiste e futuriste e dei loro materiali eterogenei ed eterodossi, è nell’ambito del Bauhaus che trova una sua prima definizione identitaria perché il recupero di tecniche e materiali, propri della tradizione artigianale, viene rimesso in gioco nella severa disciplina di una grammatica visiva costruita, nel corso di tessitura tra il 1920 e il 1933, dai grandi maestri del XX secolo: Joahnnes Itten, Paul Klee, Kandinskij e Moholoy-Nagy. Con loro, artiste come Otti Berger e Anni Albers determinarono una svolta decisiva nell’arazzeria moderna abbandonando la tradizione narrativa a favore di una composizione astratta e geometrica. Venerdì 12 marzo si entrerà nel cosmo della storia della tessitura artigianale salentina con Maria Grazia Anglana, Rossella Barletta, Alessandro Laporta, Maurizio Nocera e Maria Cristina Rizzo. Domenica 14 marzo l’Officina della Parola si esibirà nella performance “Nessere” costruendo una trama di vissuti tra visionario, reale e onirico. Nel corso della mostra sarà attivato un laboratorio interattivo con il pubblico: “Sul filo del racconto”. Convinti che la memoria storica sia un mezzo utile a condurci verso una società basata sul rispetto verso le donne sarà affissa nella sala la data: 10 marzo 1946 legge Ivanoe Bonomi a ricordo della legge che ha dato il diritto di voto alle donne.
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NAPOLI - dal 10 al 13 marzo 2010 – PENGUIN CAFÉ - Il Cineforum del Dottor Freud – IV Edizione PENGUIN CAFÉ Via Santa Lucia 88 80129 Napoli Tel. 081 7646815 www.cinemaepsicoanalisi.com orari: due pellicole al giorno, alle ore 16.00 ed alle 18.30 note: ufficio stampa e comunicazione Movies Event, Via Salvator Rosa, 137/E, Napoli,
Tel./Fax 0815491838, E-mail: info@accordiedisaccordi.com, http://www.accordiedisaccordi.com
Ideata da Ignazio Senatore, psichiatra e critico cinematografico, ed in collaborazione con accordi @ DISACCORDI, è giunta alla IV Edizione la rassegna cinematografica “ Il Cineforum del Dottor Freud”, che si terrà al Penguin Café, in Via Santa Lucia 88, Napoli dal 10 al 13 marzo 2010, e prevede la proiezione di due pellicole al giorno, alle ore 16.00 ed alle 18.30. La rappresentazione del femminile al cinema è il filo conduttore della rassegna e sullo schermo compaiono dei personaggi femminili vividi e pulsanti, teneri e disperati, alla costante ricerca della propria identità. Le otto pellicole della rassegna raschiano dalla prima all’ultima scena l’anima dello spettatore e strizzano l’occhio alla cinematografia nostrana fino a lambire quelle europee ed a stelle e strisce. Apre la rassegna il tenero e melanconico “Il matrimonio di Lorna” di Jean Pierre e Luc Dardenne a cui segue l’aspro ed abrasivo “Quattro minuti” di Chris Kraus. Seguiranno “La donna di Gilles” di Frédéric Fonteyne, “The mother” di Roger Michell, “The secretary“di Steven Shainberg, “The burning plain” di Guillermo Arriaga. Chiudono i folgoranti “Nelle tue mani” di Peter Del Monte e “Giulia non esce la sera” di Giuseppe Piccioni Le pellicole saranno presentate da Titta Fiore, Maria Liguori, Laura Angiulli, Agi Berta, Teresa Mancini, Costanza Falanga, Natascia Festa e Cristina Donadio. Ad arricchire la Rassegna la presentazione il 13 marzo alle ore 18.00 del volume “Cinema Mente e Corpo”di Ignazio Senatore (Zephyro Editore) che propone la recensione di più di 500 di pellicole legate alle diverse patologie mentali. L’ingresso alla rassegna è gratuito fino ad esaurimento posti.
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MILANO - dal 10 al 31 marzo 2010 - MAC - Annalisa Filippi - Condensato di bianco e forme rotonde MAC - MIRADOLI ARTE CONTEMPORANEA Alzaia Naviglio Grande 54 (20144) +39 0289409992 , +39 3495551797 info@miradoliarte.com www.miradoliarte.com orario: da martedi a sabato, ore 16.00 - 19.30 vernissage: 10 marzo 2010. ore 18.00 catalogo: in galleria. curatori: Daniele Miradoli
Quella di Arianna Filippi è certamente una pittura da osservare e da scoprire: la sua tecnica espressiva fissa su tela e su tavola un'ardita moltitudine di dettagli che vanno cercati e individuati. Successivamente devono essere indagati e interpretati con calma, nel tempo, perché si possa gustarli pienamente, perché si possa collocarli correttamente all'interno di una narrazione che restituisca all'osservatore l'intento poetico dell'autrice. Come efficacemente suggerisce il titolo, questa mostra si profila come un balletto aggraziato, animato da due protagonisti principali: la forza di un bianco impeccabile e la morbidezza delle forme rotonde si alternano e si annidano l'una nell'altra dando vita ad un impianto narrativo coinvolgente ed affascinante. Arianna Filippi conduce con la sapienza del direttore d'orchestra le partiture che fissa nei suoi lavori, scandendo tempi, ritmi e coreografie, dirigendo con una bacchetta di fusaggine che unisce e separa composizioni armoniose ed accattivanti. Questa sua mostra personale presenta la sintesi di un notevole sforzo di ricerca tecnica ed espressiva che l'ha portata ad una narrazione piacevole ed efficace, sicura nel gesto pittorico deciso, armonica nelle stesure cromatiche che offrono importanti sinfonie di colori, che corrono sulla tela e sulle venature del legno, inseguendosi, colando via, esplodendo in tripudi di gocce, segni, gesti che si bilanciano vicendevolmente in risultati davvero notevoli, sia dal punto di vista estetico che da quello espressivo, che sono poi gli “ingredienti segreti” di una pittura talentuosa ed attuale.
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FIRENZE - dal 10 al 26 marzo 2010 - SACI - Jacopo Santini / Nicholas Wynia - Glances in Middle America SACI - PALAZZO DEI CARTELLONI Via Sant'Antonino 11 (50123) +39 055289948 , +39 0552776408 (fax) info@saci-florence.edu www.saci-florence.edu orario: La Galleria SACI è aperta dal Lunedì al Venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 13-19. vernissage: 10 marzo 2010. ore 19:30
Jacopo Santini ha ottenuto una laurea in Giurisprudenza all’Università di Firenze. Dal 1999 al 2001 si è occupato della documentazione fotografica di restauri effettuati sotto la Soprintendenza Archeologica della Toscana Centro di Restauro. Dal 2000 al 2004 ha insegnato fotografia a La Cantoria in Grassina. E’ un membro della facoltà della SACI dal 2004. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre sia personali che collettive a Firenze e in altri centri della Toscana. Il suo lavoro più conosciuto è lo straordinario progetto riguardante L'Albergo Popolare, un rifugio per i senzatetto nel quartiere fiorentino di San Frediano. Attualmente sta ultimando un progetto fotografico in collaborazione con l’Università di Evora, Portogallo. Nicholas Wynia è un fotografo freelance che abita ad Iowa City. I suoi lavori sono stati al centro di mostre in Europa, Sud America e negli Stati Uniti. Nel 2007-08 è stato un Fulbright Scholar in Perù.
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