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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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WARNINGS/OGGI IN ITALIA

ROMA – dal 12 al 31 marzo 2010 - GALLERIA HYBRIDA CONTEMPORANEA – Uemon Ikeda - Giasone e la bella Medea
GALLERIA HYBRIDA CONTEMPORANEA
Via Reggio Emilia 32
Roma, 00198    
www.italiagiappone.it
fondazione@italiagiappone.it
06.6784496
vernissage: 12 marzo 2010 ore 19
orari: mar-ven 16.00-20.00
curatori: Studio Marta Bianchi di comunicazione e immagine

Uemon Ikeda è nato in Giappone, ma vive e lavora a Roma dagli anni ’70. Nella sua opera convivono e si intersecano segno e parola, installazione e pittura, memorie personali e collettive, mitologia e attualità.
Per Giasone e la bella Medea presenta una serie di acquerelli in cui traccia corpi e architetture con un segno immediato, nero, su macchie di colore, e la parola lega frammenti di propri ricordi all’immagine. Suggerendo così un accadimento, ma negando ogni narratività.
Durante l’inaugurazione della mostra verrà letto un testo scritto da Ikeda, in cui il viaggio, la relazione e i ricordi di Giasone e Medea si intrecciano con memorie appartenenti al vissuto dell’artista, capaci di risuonare nei nostri ricordi, rivelandoli all’improvviso, contemporaneamente evanescenti e netti, così come le immagini degli acquerelli in mostra. Sono attimi dilatati e fermi, in cui passato e presente si annullano nella temporalità sospesa dell’opera.
Il vello d’oro, infine, un’installazione: una pelliccia si impone come presenza nello spazio fisico e concettuale della mostra.
Un filo rosso poi, quasi un filamento organico che pulsa nella galleria e tra le opere, contribuisce a riempire lo spazio della nostra interrelazione con l’opera dell’artista, in cui avviene un continuo slittamento del contesto e del senso di ciò che vediamo e gli elementi del linguaggio di Ikeda ricorrono e si rincorrono.
Uemon Ikeda ci rende argonauti all’interno del proprio universo di segni, in cui orientarsi alla scoperta di mondi nuovi e vecchi ricordi e in cui Medea, la bella, è pura possibilità, reversibilmente potenza di bellezza e di terrore, sofferenza subita e inflitta, memoria collettiva che diventa privata, ricordo intimo che scardina memorie collettive.
Con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone.


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