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SAPERE NON SAPERE INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI di Carlo Sala

pubblicato il 30/04/2010 In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa. L’installazione si compone di libri e cose ammassate, che non sono semplicemente una grande Babele di informazioni: ogni oggetto ha una dimensione emozionale e racconta un momento di vita fortemente legato all’esistenza dell’artista. Tutto si gioca nella sottile linea di confine che esiste tra la dimensione collettiva ed il foro interiore che connota ognuno di noi. Conoscenza razionale ed emotività appaiono in astratto due aspetti molto distanti, ma nel lavoro di Bianconi giungono ad una intersecazione carica di suggestioni.

Carlo Sala/ Nell’intervento realizzato a Casa Gallo, hai esposto in un edificio fortemente connotato, sul piano architettonico, dall’intervento di Carlo Scarpa. Come è stato lavorare in questo contesto? In qualche modo, ha condizionato il tuo agire? Andrea Bianconi/ La relazione con lo spazio è un elemento fondamentale, è impossessarsi di un’architettura. Ho affrontato Casa Gallo partendo da due elementi: la funzione del luogo, in quanto sede della Biblioteca Internazionale la Vigna, e il problema affrontato da Scarpa tra allestimento museale ed uso abitativo. Ho rispettato il più possibile l’architettura ed ho cercato di connetterla alle mie ossessioni. Fin da subito, lo spazio mi ha suggerito un’idea di viaggio tra interno ed esterno: per far questo, ho parlato del legame con mia moglie.
CS/ Parte della mostra appare, appunto, come un omaggio alle emozioni. Con coraggio, hai affrontato un tema che spesso è evitato dagli artisti contemporanei, per paura di cadere in accezioni banali. Mi sembra, invece, che tu abbia interpretato vari sentimenti in modo evocativo e onesto. Da cosa nasce questa esigenza? Quanto la tua vita personale influisce sui tuoi lavori? AB/ La mia vita personale sono i miei lavori, e i miei lavori sono la mia vita personale. Cosa mi lega alle emozioni? Mia moglie, l’intimità, il desiderio, l’ironia, la voglia di dare un senso, il rispettare me stesso, il cercare di distruggermi con la mia arma migliore, il cercare di portarmi in alto con la mia arma peggiore… mi sento Io, guerriero di me stesso. La maggior parte dei miei lavori - se non tutti - è autobiografica, nasce dall’esigenza di vedermi chiaramente e nasconde l’esigenza di coprire questa mia visione.
CS/ Guardando la rassegna nel suo complesso, si potrebbe mutuare il titolo di un famoso romanzo, Ragione e sentimento. Come ti poni per coniugare questi due aspetti, all’apparenza dicotomici? AB/ ‘Ragione’ e ‘sentimento’ sono uniti dalla nostra voglia di conoscenza. Nella mostra Sapere Non Sapere, il non è il punto d’unione, è l’individuo, siamo noi stessi. Come il non è individuo nel sapere non sapere, la e è l’individuo in ragione e sentimento.

CS/ In alcuni punti, l’installazione è formata da un ammasso di libri. Che tipo di riflessione porti sulla conoscenza? AB/ Sapere Non Sapere è proprio una analisi sulla conoscenza, è la rappresentazione di se stessa; è un universo aperto, è la costruzione che porta alla decostruzione e la decostruzione che porta alla costruzione. La conoscenza è gratuita, è libera, è, come dicevo, sapere che porta a nuovo non sapere, ed è non sapere che porta a nuovo sapere. Per questo, per parlare di conoscenza ho voluto parlare di mia moglie, di quanto la conosco e di quanto penso di conoscerla, analizzando il nostro rapporto e i luoghi dove la conoscenza si nasconde. La libreria: nel caso di Topografia della Conoscenza ho ‘sacrificato’ la mia biblioteca personale. Pile di libri ammassati dai quali ho estratto la parte che ritenevo per me importante, libri aperti, libri piegati, quasi a formare una montagna, dei grattacieli. Questi libri hanno costituito la mia principale fonte di studio e rappresentano da una parte il raggiungimento del sapere (e del non sapere) attraverso la lettura, dall'altra il sacrificio della mia vita all'arte. CS/ Una volta, in una tua intervista, hai detto una frase che mi ha molto incuriosito: “io, personalmente, ho voglia di scappare da me stesso”… AB/ Certo, confermo! Io ho voglia di scappare da me stesso.

CS/ Ho visto che ti stai dedicando anche al video… AB/ Il video mi sta incuriosendo molto, perché lego molto il medium da utilizzare in base a quel che voglio dire. Nello specifico, nel caso di Sapere Non Sapere mia moglie ed io abbiamo ballato, nella soffitta della nostra casa italiana, la canzone del nostro matrimonio, vestiti con gli abiti nuziali e con due gabbie in testa. Forever and ever…
CS/ Una soddisfazione recente del tuo percorso artistico? AB/ Oggi, per esempio, l’essermi capito più di ieri… o ieri, per esempio, l’aver capito che non mi conosco.
CS/ A che progetti stai lavorando? Verso che strade si sta orientando la tua ricerca? AB/Ho appena fatto volta NY con Furini Arte Contemporanea di Roma; ora sto finendo di preparare la personale che avrò ad Aprile da Barbara Davis Gallery a Houston, in Texas, e a Maggio la personale da Vernon Projekt, a Praga. La strada è unica… Certo, ogni tanto alcune strade, più o meno grandi, e più o meno affollate, intersecano la mia, ma ora la mia ricerca è rivolta, come ti dicevo, al non di ‘sapere non sapere’, alla e di ‘ragione e sentimento’… in una parola, la mia ricerca è ora rivolta all’individuo.
Biografia: Andrea Bianconi nasce ad Arzignano (VI) nel 1974. Studia Legge a Bologna e poi si scopre artista spiando i vicini di casa. Da quando si è trasferito a Milano nel 2004, e successivamente a New York nel 2008, ha tenuto molte mostre personali e collettive in Europa e negli Stati Uniti (tra le altre: Palazzo Reale, Milano; Furini Arte Contemporanea, Arezzo e Roma; GC.AC - Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone; The Prague Contemporary Art Festival, Praga; Vernon Projekt, Praga; Barbara Davis Gallery, Houston.Molti media si sono interessati alla ricerca di Bianconi (Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Il Mondo, Il Sole 24 Ore, Flash Art, Mousse, Sky, Rai International, Architectural Digest, Elle Décor, Glamour, Arte, Vogue, Art Journal, Double Magazine, Exibart onpaper, Houston Chronicle). I suoi lavori sono presenti in molte collezioni private e pubbliche in tutto il mondo. Progetti futuri lo vedranno impegnato a Volta Show, New York, a Roma, a Praga, a Shangai.
http://www.andreabianconi.com/
Casa Gallo c/o Biblioteca Internazionale “La Vigna” Palazzo Brusarosco Zaccaria, contrà Porta Santa Croce, 3 ‐ Vicenza tel. 0444.543000 http://www.lavigna.it/it/gallo.php
immagini:
Andrea Bianconi, veduta della mostra Sapere Non Sapere Courtesy Fondazione Vignato per l’arte - Vicenza
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