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SAPERE NON SAPERE INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI di Carlo Sala

pubblicato il 30/04/2010 In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.
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 Colophon 2009 - International Magazine Symposuim Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.
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ROMAEUROPA 2009: PULSAZIONI CULTURALI, BATTITI ORIENTALI “Bo- Shibari”, “Kawakami”, “Kagyu” Mansaku-no-kai Kyogen Company Roma, Teatro Palladium - 22 Settembre 2009
di Cecilia Nocella

pubblicato il 25/09/2009 Dopo la rassegna stampa di una settimana fa, in cui il Presidente della Fondazione RomaEuropa Giovanni Pieraccini e il suo direttore, Fabrizio Grifasi, ci hanno illustrato il cartellone della 49^ edizione, la famosa manifestazione, che da anni ci offre un’ottima panoramica culturale in materia di teatro, danza, musica ed arti visive, ha preso ufficialmente il via. La kermesse, che quest’anno si intitola Pulsazioni Culturali (quasi a voler riaffermare la vitalità e la forza che l’arte e la cultura hanno nel quotidiano, anche in momenti di crisi come quello che stiamo vivendo), ha preso ufficialmente il via il 23 settembre, con la prima al Teatro Olimpico del Flauto Magico di Mozart, spettacolo che andrà in scena fino al 26 Settembre riarrangiato ed eseguito dall’Orchestra di Piazza Vittorio. Il festival proseguirà fino al 2 dicembre con un cartellone ricco di appuntamenti stimolanti. Il 22 settembre è stato il giorno di un’anteprima esotica, foriera di uno spettacolo di rara maestria, che pienamente incarna una delle novità di quest’anno: una maggiore espansione geografica dei suoi artisti, provenienti anche dall’Africa e dal Giappone, a testimoniare al contempo lo sforzo che la Fondazione compie per evolvere insieme alla società, e l’unità profonda della natura umana all’interno del mondo artistico.
Così, assistendo all’eccellenza della performance della compagnia giapponese di Teatro Kyogen Mansaku-no-kay Kyogen company, abbiamo avuto prova, se mai ce ne fosse stato bisogno, della maestria con la quale gli attori ci hanno proposto tre brani classici del repertorio comico del teatro classico giapponese; mai come in questo caso, la parola “classico” non si è minimamente avvicinata alla parola “noia” alla quale sovente si accompagna. Nato fra il XIV ed il XV secolo come intervallo comico negli spettacoli del più celebre Teatro Nōh, quella del Kyogen è una forma di teatro satirica, grottesca e poetica, che nella nostra tradizione potrebbe essere paragonata alla Commedia dell’Arte, o all’Operetta. È una critica della società, dei suoi usi e costumi, che viene raccontata attraverso il linguaggio del corpo, degli occhi, del volto, delle mani e dei piedi, un linguaggio estremamente codificato e perciò di difficile esecuzione: a dimostrazione di ciò, basti pensare che tre membri della compagnia che ieri si è esibita al Teatro Palladium sono stati riconosciuti Detentori di Patrimonio Immateriale dell’Umanità, così come il fondatore della compagnia, Mansai Nomura, presente insieme ad un nutrito pubblico di connazionali (alcuni avvolti nei loro meravigliosi kimoni), è stato insignito dell’onorificenza di Tesoro Nazionale Vivente del Giappone. Se si pensa che tra gli attori in scena figura un bambino di non più di 7 anni, e che l’arte del Nōh e del Kyogen viene tramandata a partire dal raggiungimento dei 3-4 anni d’età, si evince il motivo per cui questi custodi di un inestimabile ricchezza dell’umanità rivestano un ruolo di così grande importanza all’interno della società giapponese. Come anzidetto, il Kyogen è una forma di teatro estremamente codificata, a partire dallo spazio, rappresentato da un quadrato di legno preceduto da un corridoio, sormontato da un fondale che reca un’immagine tipicamente orientale: un bonsai. Uno spazio già pronto ad accogliere gli attori, i loro monologhi di presentazione e la loro storia.
Su questa estensione aperta, dove tutto è lasciato all’immaginazione prima degli attori e poi degli spettatori, si svolgono tre situazioni tipiche della tradizione Kyogen (Kagyu-La lumaca; Kawakami-Le sorgenti del Kawakami; Bo-Shibari-Legato a un bastone), che raccontano storie di servi e padroni, non di persone di rango elevato, ma di gente comune. Sin dall’inizio, siamo catturati dalla voce, dal modo particolare di parlare, di recitare quasi cantando, dagli sguardi, dalla tecnica espressiva di tutto il volto, dalle coreografie e dalla ritualità che la cerimonia teatrale in sé reca. Il tutto senza inutili orpelli, giochi di luce e musiche assordanti: solo gli attori, accompagnati unicamente dalla loro arte. Nonostante il necessario ricorso ai sovratitoli, lo spettacolo è stato piacevolmente e magicamente accattivante, ci ha fatto dono di una deliziosa ventata di freschezza e ci ha fornito lo straordinario esempio di come si possa mantenere vivo ciò che, per pigrizia, per presunzione o per grossolana forma mentis, spesso, purtroppo, si considera già morto.
Bo- Shibari - Kawakami - Kagyu Mansaku-no-kai Kyogen Company Con: Mansaku Nomura, Mansai Nomura, Yukio Ishida Produzione: Setagaya Public Theatre Con il patrocinio di: Ambasciata Giapponese Con il sostegno di: Agency for Cultural Affairs Government of Japan
22 Settembre 2009 Teatro Palladium P.zza Bartolomeo Romano 8 00154 Roma Per consultare il cartellone del RomaEuropa Festival 2009: http://www.romaeuropa.net/
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