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THE CREAM SOCIETY Fondazione la Fornace dell’innovazione – Asolo (Tv) Fino al 1 novembre 2009 redazione serox

pubblicato il 19/10/2009 In un dei luoghi simbolo della ricerca e innovazione del nord-est, va di scena una interessante rassegna dedicata alla giovane arte. La mostra intitolata The Cream Society, propone per l’appunto le opere del gruppo Cream, nucleo di artisti con base a Venezia. Curata da Carlo Sala e Gloria Vallese, la fondatrice del gruppo, indaga il concetto di crisi in senso ampio. Le sale della rassegna creano un percorso che si snoda attorno all’inquietudine, per poi giungere a qualche sprazzo di fantasia. E’ messa in scena un’ipotetica casa, in cui ad accogliere il visitatore sono i personaggi del pittore serbo Nebojša Despotović. Immagini dalla grande forza espressiva in cui una figurazione neo-grottesca crea forti suggestioni. In questa ipotetica casa si snodano alcuni interventi scultorei di Cristina Treppo. Oggetti dalla connotazione quotidiana, si fanno simulacri di una dimensione interiore che dipana la storia di varie esistenze. Nell’installazione In my flesh di Dania Zanotto, appare una simbolica cucina, che trascende dalla sua funzione e diviene quasi il teatro di un rito alchemico. La sala si conclude con l’installazione di Giuseppe Vigolo, una sorta di gigantesco robot fatto in cartone. Un personaggio mutato dall’iconografia dell’infanzia che divine ricco di fascino ma anche presenza inquietante dei nostri incubi.
Questo senso claustrofobico di inquietudine continua anche nei lavori di Barbara Taboni e Giacomo Roccon. La Taboni, come in parte della sua ricerca presenta un discorso storico, in cui si avverte un senso anti monumentale muovendosi sul sottile filo che divide decadenza e ricostruzione, metafore dei sentori interiori. Nei lavori di Roccon invece il fruitore si interroga, e va alla ricerca delle ambiguità che sottendono alla rappresentazione. Non vi sono delle interpretazioni univoche, ma tutto è visto sotto varie dicotomie. In ogni lavoro è sottolineato il carattere effimero tra bene e male. A cambiare il tono di questa rassegna sono le opere di Martin-Emilian Balint e Resi Girardello. Il primo, crea un’opera dai connotati fortemente percettivi. La sua installazione Sun Being ci invita a relazionarci con essa. Come dice il titolo stesso, essere sole, immergerci in questo giocoso mare di asteroidi. Resi Girardello con il suo intervento ci porta ad una riscoperta della memoria, in chiave però provocatorio. Uno degli aspetti di maggior pregio della mostra del gruppo Cream è il presentare peculiari modi di interpretare la contemporaneità odierna, all’insegna di una cultura ibrida e plurale.
Le immagini in ordine nel pezzo sono:
Martin-Emilian Balint Sun being 105 kusudama (origami complessi) di 30 elementi ciascuno in carta rossa dimensioni variabili 2009
Nebojša Despotovic Struttura del paesaggio olio su tela 230 x 250 cm 2009
Cristina Treppo Honey poltroncine da camera, cera al miele, legno 150 x 74 x 120 cm 2008
The Cream Society Martin-Emilian Balint, Nebojša Despotović, Resi Girardello, Giacomo Roccon, Barbara Taboni, Cristina Treppo, Giuseppe Vigolo, Dania Zanotto A cura di Carlo Sala e Gloria Vallese
Fondazione la Fornace dell’innovazione – Asolo (Tv) Via Strada Muson, 2
Date: 3 ottobre – 1novembre Finissage: domenica 1 novembre, ore 11.15.
Orari: da lunedì a venerdì: dalle 15.30 alle 18.30. Sabato e domenica: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Info: 0423 951611 www.fondazionefornace.org
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