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OLTRE IL TROMPE L’OEIL: MATTEO MONTANI & LUCA PADRONI Roma, Galleria L’attico Fino al 16 Febbraio 2010 di Giorgia Fileni

pubbicato il 06/02/2010 Le opere di Matteo Montani e Luca Padroni concludono i tre appuntamenti proposti dalla storica galleria romana L’attico, di Fabio Sargentini, in occasione della sua ultima proposta creativa - inaugurata il 6 novembre - Oltre il trompe l’oeil: Messinscena della pittura. Due teatrini comunicanti hanno ospitato rispettivamente due artisti alla volta, iniziando dai lavori di Stefano di Stasio e Marco Tirelli (accompagnati da un testo di Marco Tonelli), seguiti poi da quelli di Mimmo Paladino e Pizzi Cannella (con il testo di Francesco Stocchi). L’idea di montare in galleria due spazi contigui, identici e provvisti di palcoscenico - spiega Fabio Sargentini nel testo dedicato alla mostra - nasce nel 1997, in occasione di “Doppio Shakespeare”, che vedeva due attori recitare contemporaneamente lo stesso testo shakespeariano; a seguito di questa esperienza, a distanza di pochi anni, torna l’idea di uno spettacolo in contemporanea all’interno dei due spazi, ma stavolta con un intento diverso.
È letteralmente quello che il titolo ci suggerisce, la messinscena della pittura come incontro tra pittura e teatro, l’esperienza a cui lo spettatore prende parte entrando nel primo teatrino, che ospita l’opera di Luca Padroni, e subito dopo nel secondo, con l’opera di Matteo Montani. I sipari sono chiusi, la luce accesa, i visitatori si mettono comodi. Cosa ci sarà oltre il sipario? Un attore, o forse più di uno? Si assisterà ad una rappresentazione teatrale o si ascolterà un monologo? Niente di tutto questo.
La luce, in questa rappresentazione, gioca un ruolo fondamentale: nella sala si abbassa gradualmente fino al buio completo, dal rumore si comprende che il sipario è stato aperto ma non si riesce a vedere ancora niente, poi torna lentamente l’illuminazione in scena. All’aumentare dell’intensità luminosa, ciò che si palesa e si definisce davanti agli occhi dello spettatore per qualche istante è unicamente lo spettacolo offerto dalla pittura, per tornare poi di nuovo all’oscurità.

Al contrario di quanto accade solitamente - quando ci troviamo a vagare in affollate fiere d’arte o in un museo, dove lo sguardo a volte si perde tra un’opera e l’altra, in contrasto con il rumore e la velocità cui siamo abituati - l’allestimento, il silenzio, l’illuminazione, il tempo prestabilito per l’osservazione sono tutti fattori che predispongono ad un’intima contemplazione di queste imponenti installazioni di pittura. Ci è concessa una preziosa manciata di secondi per poterle sublimare con lo sguardo, per coglierne ogni pennellata.
Le opere di Padroni e Montani, si legge nel testo di Guglielmo Gigliotti, “colmano lo spazio tra pittura e teatro, con il vuoto circoscritto dal loro pitto-teatro”; vogliono andare, appunto, oltre il trompe l’oeil, oltre l’inganno seducente della tridimensionalità figurativa, affrontando la reale profondità.
Oltre il trompe l’oeil: Matteo Montani/Luca Padroni Dal 22 gennaio al 16 febbraio 2010 Presentazione catalogo mostra: 16 febbraio 2010, ore 19.00 Galleria L’ATTICO Roma, via del Paradiso 41 Tel. 06-68.69.846 www.fabiosargentini.it
Le immagini in ordine nel pezzo sono: - Matteo Montani QUARTETTO PER LA FINE DEI TEMPI olio su carta abrasiva su tela, 2009
- Luca Padroni SENZA TITOLO olio su tela, 2009
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