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L’ANTI-RITRATTO DI LINDA “Nessuno di veramente importante” Linda Randazzo – Zelle, Palermo fino al 16 Maggio 2010 di Vincenzo Profeta (laboratorio Saccardi)
pubblicato il 07/05/2010 Parliamo della personale di Linda Randazzo da Zelle. Conosco da anni Linda, dai tempi dell’Accademia, e mi ha sempre colpito la sua ostinata ricerca che si è spesso tradotta in pittura, ed adesso, in questa sua prima mostra personale. La sua è un’arte di debito e di omaggio, spesso di passione, una pittura che si scontra con molte contraddizioni, ma che lavora su un limite folle e transitorio, nonostante i riferimenti all’arte siciliana degli anni ’20 e ’30… la sua è una pittura atemporale che mira all’alterità. Raramente ho visto tanta energia ed ostinazione nel conseguimento di un obiettivo artistico così distaccato dal reale, e Linda, ve lo assicuro, raggiunge sempre i suoi obiettivi artistici.

Linda vive in una villetta in stile Belle Èpoque, circondata da amiche e da amici; un enorme ritratto dei suoi nonni, da lei realizzato, campeggia nel suo soggiorno; usa con disincanto e follia le sue buone maniere; dipinge ritratti dal vero, ammirando le pittrici Lia Pasqualino Noto e Sofonisba Anguissola. Già, sporca le tele con ritratti dal vero, Linda, un genere che nella sua semplicità nasconde la sua complessità: poco commerciale di natura, il ritratto dal vero è sempre meno praticato nell’arte contemporanea, lontano dalle mode pittoriche milanesi fatte di lolite maledette, colori squillanti, pop-surrealismi e street-art.
Linda Randazzo dipinge lo spazio tra sé e i suoi modelli scegliendo la strada del discreto distacco, componendo degli anti-ritratti in punta di pennello che rigettano l’identificazione del personaggio con la propria raffigurazione. Lo studio della luce e delle espressioni rifuggono la somiglianza - come legame al dato reale ed empirico - e ricercano l’infinito astratto ed assoluto, ricostruendo facce come mappe di un universo parallelo, altro e atemporale. Niente psicologia, niente corrispondenza, solo alterità, ritratti dal vero che cercano finalmente di liberarsi dall’ansia da prestazione da somiglianza.
Ogni tela è come impressionata da una luce tetra e primo-novecentista, una belle èpoque perenne in stile Bella-Palermo-Odor-di-Gelsomino, che anela alla metafisica delle mappe astrali. La mostra è inoltre corredata da una serie di disegni, come appunti, che sottolineano quanto importante sia questa tecnica nel lavoro di Linda, e da un catalogo illustrato con testi di Federico Lupo e nota critica sapientemente scritta da Helga Marsala.

Una specie di grande ritratto di Dorian Gray, i dipinti pericolosamente non somiglianti di Linda Randazzo, in questa mostra. A tal proposito, diceva Oscar Wilde: “La vita morale dell'uomo è il materiale dell'artista, ma la moralità dell'arte consiste nell'uso perfetto di uno strumento imperfetto”. Ecco dove sta il rischio che Linda non vede l’ora di prendersi: il coraggio di ricercare questa morale della perfezione imperfetta, o dell’imperfetta perfezione, nei volti dei suoi amici e dei suoi parenti, così come tra i ragazzini di strada del quartiere popolare in cui vive, quelli che portano in faccia le stimmate del fallimento … come sono falliti i suoi ritratti, clamorosi vincitori della partita più difficile: quella della pittura di genere elevata a pittura metastorica - acontemporanea - anti-identitaria - rigorosa per scelta … e proprio per questo contemporanea, perché inevitabilmente racconta le nostre storie, e perché salvaguarda gelosa le sue tradizioni e le sue radici artistiche.
LINDA RANDAZZO Nessuno di veramente importante A cura di Helga Marsala dal 16 Aprile al 16 Maggio 2010 Zelle Arte Contemporanea Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2 - Palermo Phone339.3691961 http://www.zelle.it
Immagini: Linda Randazzo, veduta della mostra “Nessuno di veramente importante” Courtesy Zelle Arte Contemporanea, Palermo
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