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SAPERE NON SAPERE
INTERVISTA AD ANDREA BIANCONI

di Carlo Sala

ANDREA BIANCONI, Sapere Non Sapere

pubblicato il 30/04/2010

In occasione dell’intervento Sapere Non Sapere realizzato a Casa Gallo, a Vicenza, per conto della Fondazione Vignato per l’Arte, ho incontrato Andrea Bianconi. L’autore compie un viaggio attorno al tema della conoscenza e, viceversa, alla consapevolezza della mancanza di questa.

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Colophon 2009
Colophon 2009 - International Magazine Symposuim
Colophon - International Magazine Symposium will be held for the second time in Luxembourg in 2009. The second event will be far bigger and more ambitious than the first, establishing its position in the Grand Duchy as an internationally significant biennial hosting the creators of independent magazines from around the world.

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COLLATERALS

PROVINCIA COSMICA

Andrea di Marco, Pensieri estremamente sparsi

Galleria Liliana Maniero, Roma
fino al 30 Giugno 2010

di Vincenzo Profeta (Laboratorio Saccardi)

Andrea di Marco, Sedia di Franco (2010) - 60X90 cm – Courtesy dell’artista 

pubblicato il 23/06/2010
Eccoli, i dipinti di Andrea Di Marco, che da Palermo me li ritrovo a Roma come se mi seguissero. Me li immagino nello sgabuzzino di un aereo, mentre saturano l’aria dell’imballaggio che li avvolge di odore di trementina, e rieccoli materializzarsi, non a caso, nella galleria romana Liliana Maniero.  Questa introduzione sembra presagire il fatto che io non li avessi cercati; ma invece io ero lì a ricercarli, un po’ come farebbe un italiano all’estero che pretende di trovare la pizza con la mozzarella di bufala napoletana. Me li sono ritrovati, e li ho riassaporati.

 

Andrea Di Marco è un pittore puro, che ha fatto della coerenza artistica, specialmente negli ultimi anni, un vessillo. Andrea Di Marco è un pigro, un lento, un calmo, uno che assapora la vita e se ne strafrega delle mode artistiche, insomma un pittore vero, vah. Una coerenza che ti sconvolge come una vera rivoluzione. Lo conosco da amico, Andrea, e so che sarebbe facile e comodo dire che dipinge non-luoghi; in realtà, i suoi quadri sono veri e propri luoghi super-caratterizzati, che però hanno una riconoscibilità globale, oggetti da cui l’uomo risulta solo apparentemente marginalmente coinvolto. Questa sua mostra ha assaporato una provincialità che oserei definire - anche formalmente - una realtà formaggiosa, perché è come il pecorino o la ricotta di un certo anonimo paese, di un qualche entroterra non ben precisato, spalmata sulla tela con un’onestà intellettuale spudorata.

                                              Andrea di Marco, Booster (2010) - 60x90 cm – Courtesy dell’artista
   

Recentemente ho letto una dichiarazione di Hirst che spesso mi fa pensare  al lavoro di Andrea di Marco: “il fare artistico è la scelta meno coraggiosa che si possa fare”. Ecco, Di Marco ha il coraggio di non essere coraggioso, in un mondo - quello dell’arte contemporanea - dove si fa a gara ad essere canonicamente spudorati e scioccanti; lui ha il coraggio di raccontarci con estrema perizia quello che già sa da tempo immemore, e che ha scoperto esercitando con maestria il suo lavoro di pittore, tassello dopo tassello, meritando tutto. Il sole ad olio è battente sulle sue tele, dalle quali affiorano barche e motocicli in disuso coperti da teli e panneggi, centraline dell’acqua, sedie abbandonate. E poi le carte-saracinesche, arrugginite, indifferenti e tendenti all’astratto.
 

 Andrea di Marco, Senza Titolo (2010) - 45x60 cm – Courtesy dell’artista        Andrea di Marco, Carta4 (2010) - 30x40 cm – Courtesy dell’artista

                                         

Andrea Di marco giustamente sente, nella sua pittura, la presenza di Francesco Lojacono, ma è una presenza dimessa, impegnato come è a raccontare una natura umanizzata e mortale, osservata ed inattesa, dove l’oggetto è il protagonista del paesaggio, mentre il paesaggio stesso sembra fargli da contorno. Il tutto è parificato da strati spessi di colore, spatolate anche grumose che risiedono democratiche a rispettare la forma, spesso sconsideratamente astratta e consapevolmente controllata, della tinta. Il gioco di Andrea Di Marco è questo: niente giri di parole o strategie, niente fronzoli né finti concettualismi, una coerenza quasi ideologica e fuori moda, direi pressoché fiera, ma proprio per questo non facilmente addomesticata o digerita da nessun sistema vigente, vagante come un oggetto misterioso ma mai pronta a colpire … pronta, piuttosto, a rivelarci  un’utopica ricerca di verità oggettiva.

 

Andrea di Marco

Pensieri estremamente sparsi

Con testo di Alessandro Pinto
12 Maggio - 30 Giugno 2010

 

Galleria Liliana Maniero
Via dell’Arancio 79 - Roma
http://www.galleriamaniero.it/


Le immagini in ordine nel pezzo sono:
 

1. Andrea di Marco, Sedia di Franco (2010) - 60X90 cm – Courtesy dell’artista

2. Andrea di Marco, Booster (2010) - 60x90 cm – Courtesy dell’artista

3. Andrea di Marco, Senza Titolo (2010) - 45x60 cm – Courtesy dell’artista

4. Andrea di Marco, Carta4 (2010) - 30x40 cm – Courtesy dell’artista


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