lunedì 20 ottobre 2014  

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ANNI 70. ARTE A ROMA - Roma, Palazzo delle Esposizioni - fino al 2 03 2014
Lunedì 17 Febbraio 2014 11:12

C’ERA UNA VOLTA... L’ARTE CONTEMPORANEA A ROMA

Anni ’70. Arte a Roma - Roma, Palazzo delle Esposizioni - fino al 2 03 2014

di Giorgia Noto

 

Read moreLa storia insegna, o almeno così si dice, e quella porzione di storia che viene raccontata in questi mesi al Palazzo delle Esposizioni è la narrazione di ciò che avvenne in quella decade veloce che furono gli Anni ‘70 a Roma, e che potrebbe far riflettere sul destino di un centro per l’arte contemporanea così prolifico e incandescente come quello della Capitale, che si è andato poi, lentamente, affievolendo.

La mostra Anni ’70. Arte a Roma, a cura di Daniela Lancioni, estende e continua il ciclo dei lavori e delle ricerche avviato con la realizzazione, nel 1995 e sempre al Palazzo delle Esposizioni, dell’esibizione Roma in mostra 1970 -1979. Materiali per la Documentazione di mostre, azioni, performance, dibattiti, a cura della stessa Lancioni assieme a Cinzia Salvi.

 

 
Vuoto, 1989: i quadri di FRANCO MOSCHINO in mostra a Roma, nello store di Via del Babuino
Venerdì 31 Gennaio 2014 10:48

FRANCO STA PER SINCERO, MOSCHINO PER INSETTO FASTIDIOSO”

Vuoto, 1989: i quadri di Franco Moschino in mostra a Roma, nello store di Via del Babuino

di Francesca Borzacchi

 

Read more“Non c’è Creatività, senza Caos”, proclamava l’indimenticabile Franco Moschino, classe 1950. Stilista irriverente, filosofo in forma e sostanza, artista eclettico, Moschino seppe riscrivere i canoni della moda italiana sovvertendoli dalle basi, ribellandosi ad un sistema asfittico, stampando sorrisi sotto forma di smile e dubbi come punti interrogativi sulle sue visioni surreali, magrittiane.

Nel 1989, Moschino realizzò una serie di dipinti che avrebbero dovuto rappresentare, come dalle sue prime intenzioni, la campagna pubblicitaria A/I 1989-1990, che tuttavia vennero esposti solo nel 1993, in occasione della sfilata X Anni di KAOS - e dei conseguenti primi dieci anni dalla fondazione del suo marchio.

A distanza di venti anni esatti, il sipario rosso dalle opulente passamanerie dorate - che ci rimanda inevitabilmente a lui - si è risollevato una seconda volta con Vuoto, 1989, esposizione di questi dipinti, “perché la storia d’amore di Moschino compie trent’anni, e a trent’anni si è ancora ragazzini”, ci rammenta Rossella Jardini. Un tributo che si conclude oggi, e si festeggia nel maestoso flagship romano (recentemente restaurato da Michele Lucchi) in Via Del Babuino.

Più che ‘vuoto’, a different kind of emptiness, direi.

 

 
ALAÏA - Parigi, Palais Galliera - fino al 26-01-2013
Giovedì 16 Gennaio 2014 00:00

AZZEDINE ALAÏA, COSTRUTTORE DI INCANTI

ALAÏA - Parigi, Palais Galliera - fino al 26-01-2013

di Stephanie Chaulet

 

Read moreIl Musée de la Mode de la Ville de Paris - custodito nel gioiello neoclassico del Palais Galliera, posto di fronte al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris come a ricordare, ancora una volta, la stretta fratellanza tra Arte e Moda - riapre i suoi spazi dopo un lungo restauro, durato 4 anni, celebrando con grazia e solennità il maestro Azzedine Alaïa, faro di luce splendente della haute couture francese sin dagli anni ’80.

Un tributo al cui cospetto sono accorse le più brillanti personalità della moda e dell’arte, pronte a rendere omaggio, in questa grande retrospettiva, ad un incantevole couturier - che da sempre preferisce definirsi semplicemente costruttore.

 

 
L'autismo salvifico della Bellezza. Intervista a MUSTAFA SABBAGH
Venerdì 20 Dicembre 2013 10:00

MUSTAFA SABBAGH E L’AUTISMO SALVIFICO DELLA BELLEZZA

L’Estetica dell’Imperfezione, la Moda e l’Anti-Moda. Intervista a Mustafa Sabbagh

di Fabiola Triolo

 

Nell'articolo sono presenti immagini inedite: ai lettori di Serox, Mustafa propone di scoprire quali...

 

 

Read moreNon amo le cose che non riescono a pungermi, a tagliarmi dentro, a toccarmi.

La Bellezza è qualcosa che fa male, ma non per quello bisogna evitarla, anzi.

Siamo un po’ tutti masochisti, in fondo, e l’atto più bello del masochismo è amare la Bellezza.

Un sadico non può amare la Bellezza”.

 

La Bellezza non è una composizione floreale, rigida nella sua artificiosa armonia. La bellezza è il vaso che la contiene, quando si infrange dinamico in mille taglienti pezzi.

Non è la sinuosità di un corpo costruito, ma la carnalità della pelle - con i suoi pori, le nervature, le sue vene.

Bello non è il semplice bagnarsi, ma immergersi a fondo, un attimo prima di affogare.

La Bellezza è un’eiaculazione di immagini che sfogano da un amplesso intenso e tormentato, è lo sforzo intuitivo sotteso al deciframento dell’espressività, nascosta da un velo. Non ci sono sorrisi costruiti, ma maschere che li coprono; non esistono pose plastiche, se non quella - naturale, umana - della crocifissione.

La Bellezza più autentica è autistica, vive in un mondo a sé, destabilizzando il conforto, banale e massivo, dello status quo del mercato della moda.

Isolata dalle logiche commerciali imperanti, potentemente inconsapevole della sua sacralità, il suo sacerdote è Mustafa Sabbagh.

 

 
Anche i fashionisti mangiano. Fashion Food, le contaminazioni tra MODA E CIBO
Mercoledì 18 Dicembre 2013 21:11

ANCHE I FASHIONISTI MANGIANO

Un tour nel mondo delle contaminazioni tra moda e cibo

di Fabiana Mariani

 

Read moreMentre Karl Lagerfeld, devoto consumatore di Diet Coke e Dior Homme, dichiara “Fashion is the healthiest motivation to lose weight”, e Franca Sozzani continua la sua nobile battaglia di educazione alimentare contro i blog pro-ana e pro-mia (ma al contempo ci confonde confessando a Daria Bignardi, durante un’Intervista Barbarica, di non avere mai provato un tiramisù in vita sua), il rapporto tra cibo e moda si fa di questi tempi sempre più stretto.

La partenza del fenomeno è stata cauta e piuttosto ovvia: gli stilisti più noti sono stati invitati a personalizzare il packaging di alcuni prodotti alimentari per scuotere le vendite di marchi che, in ogni caso, non conoscono crisi. Ad esempio, dopo un esercito di altrettanti colleghi di Karl addicted alla cola al saccarosio, che hanno voluto fornirne la loro griffata versione (al punto che faremmo prima a nominare chi non ci si è cimentato...), ecco la notizia dell’approdo alla direzione creativa della Coca Cola Light per il neo-orfano di Vuitton Marc Jacobs, che ha ricoperto di fiocchi, rondini e pois rossi le lattine e mini-bottles della bibita, associandone al trentesimo compleanno 3 sofisticate silhouettes.

I Heart 80s, I Heart 90s e I Heart 00s ripercorrono così, attraverso i suddetti motivi iconici, l’evoluzione della moda femminile lungo queste tre decadi, e saranno distribuite in limited edition - come la griffatissima tote bag in palio, tramite estrazioni a sorte quotidiane - fino al 31 dicembre 2013.

 

 
Moda e Movida. MANUEL PIÑA - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014
Martedì 17 Dicembre 2013 11:00

MODA E MOVIDA - ovvero, DI QUANDO LA RIVOLUZIONE SPOSÒ IL PRÊT-Á-PORTER

Manuel Piña, diseñador de moda (1944-1994) - Madrid, Museo del Traje - fino al 26-01-2014

di Simona Spinola

 

Read moreSolo un trentennio separa l'attuale Spagna della crisi, piegata su sé stessa, dai gloriosi anni Ottanta - dove, in pieno risveglio dal torpore post-dittatura, Madrid trascinava un intero Paese, cavalcando entusiasta l'onda della libertà creativa.

La cosiddetta movida madrileña è molto, molto più di una reazione alla fine della dittatura di Francisco Franco - così come, del resto, sarebbe riduttivo classificarla come un movimento sociale ed artistico avviatosi durante i primi anni della Transizione spagnola. Forse sarebbe meglio parlare di un sogno esploso all'improvviso, in seguito ad un decennio di repressione, in cui, a briglie sciolte, la sperimentazione e l'esasperato bisogno di un cambiamento radicale abbracciavano ideologie libertarie di sinistra per dare adito ad un'illimitata energia artistica.

Bellezza e democrazia, sperimentazione e libertà, modernità e fantasia erano i capisaldi di questo nuovo mood che gravitava attorno alla rivista La Luna e che raggruppava, tra gli altri, esponenti del calibro del musicista Joaquín Sabina, del gruppo Alaska, del fotografo Alberto Garcia Alix e del regista Pedro Almodóvar.

La Capital come nucleo di inquietudini, ed autentica portavoce della rinascita spagnola post-franchista, dopo quarant’anni di silenzio. Anni di estrema provocazione, che - in un mix di trasgressione, eccessi, arte e musica - hanno contribuito a svegliare, scandalizzare e liberare un popolo oramai sopito dalla dittatura.

La Movida segnava così il passaggio da una Nazione chiusa e ostile al cambiamento, ad un Paese moderno e culturalmente aperto.

Il post-dittatura rivendicava la propria ansia di libertà anche e soprattutto nella moda, intesa come espressione di un sé che si scrollava di dosso etichette e restrizioni, per fagocitare influenze random dal resto del mondo, e soprattutto da un'Europa che d'improvviso appariva più vicina.

Impensabile discernere da questo contesto la traiettoria artistica di Manuel Piña, deceduto nel 1994 a soli cinquant'anni.

 

 
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